Ferla. Pasqua di intense emozioni per migliaia di visitatori in uno dei borghi più belli d’Italia
Anche quest’anno una Pasqua vissuta, fino in fondo, con un’intensità che ha attraversato vicoli, sguardi e cuori, richiamando nel borgo migliaia di visitatori arrivati da ogni parte della Sicilia e oltre. Si è rinnovata in questo modo una tradizione storica a Ferla.
Dai silenzi solenni del Giovedì Santo, con i Sepolcri illuminati e la processione del “Signuri a Canna”, al dolore composto del Venerdì con “A Scisa a Cruci”, fino all’esplosione di fede e di emozione del Sabato sera con la travolgente “Sciaccariata”, quando “u Gesummaria” avanza tra fuoco, grida e lacrime, il paese ha trattenuto il fiato insieme a chi lo ha scelto come meta.
E poi l’alba. L’attesa. I vicoli colmi. La corsa della Madonna tra “i setti vaneddi” e, a mezzogiorno, “u Scontru” sulla via principale: il velo nero che cade, l’abbraccio tra Madre e Figlio, e un’intera comunità che si ritrova unita nello stesso respiro.
Quest’anno, più che mai, la Pasqua ferlese si è confermata un’esperienza capace di parlare a tutti: fedeli, visitatori, curiosi, famiglie, giovani. Migliaia di presenze hanno riempito il centro storico, partecipando con rispetto e coinvolgimento ai riti, condividendo l’anima autentica di una tradizione che non è spettacolo, ma identità viva.
Ma la Pasqua a Ferla non si è fermata ai riti solenni. Si è fatta ancora più tenera e potente con la Pasqua dei Carusi, conclusa ieri, che ha regalato al paese due momenti di gioia pura: ieri sera e poi di nuovo questa mattina, nei quartieri, bimbi di ogni età hanno dato vita ai loro “scontretti”, gridando a squarciagola il nome di Gesummaria, tra piccoli fuochi, poesie e sorrisi che sanno di festa vera.
«La Pasqua de Carusi quest’anno mi ha toccato il cuore in modo ancora più forte», ha dichiarato il sindaco Michelangelo Giansiracusa. «Si è come moltiplicata, si è fatta più grande, più viva, più rumorosa di gioia. E mentre li guardavo, con la stanchezza addosso dettata da un periodo non semplice, ho sentito nascere dentro di me un orgoglio difficile da spiegare. Perché in quei volti, in quell’entusiasmo spontaneo, c’è il futuro di ciò che siamo. Complimenti ai bambini, alle famiglie, alla parrocchia, a chi con amore custodisce e trasmette queste tradizioni. Con gratitudine».
Determinante è stato il lavoro sinergico tra amministrazione comunale, forze dell’ordine, volontari, associazioni e cittadini, che ha consentito lo svolgimento ordinato e sicuro di tutti gli appuntamenti, garantendo accoglienza e vivibilità nonostante l’elevato afflusso.
Ferla, ancora una volta, non ha semplicemente celebrato la Pasqua. L’ha fatta sentire. E chi c’era, lo porterà dentro a lungo.













