Bimba sospesa tra affido e ricongiungimento, il caso approda in Parlarmento
Approda in Parlamento il caso della bimba di sette anni che, a Siracusa, sta vivendo una delicatissima ed altrettanto dolorosa vicenda, per un complesso percorso di ricongiungimento familiare. Il deputato Matteo Richetti di Azione ha presentato un’interrogazione per
richiamare l’attenzione del Governo “su una vicenda che solleva forti preoccupazioni in merito
alla tutela dei diritti della minore coinvolta”.
Il deputato Richetti evidenzia come in più occasioni la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo abbia condannato l’Italia per non aver garantito il rispetto del superiore interesse del minore nelle procedure di ricongiungimento con violazioni dell’articolo 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo. “Il passaggio da una famiglia affidataria alla famiglia di origine- osserva il parlamentare- rappresenta una fase estremamente delicata. La minore- prosegue l’interrogazione- collocata da anni presso una famiglia affidataria preadottiva – sarebbe stata progressivamente allontanata dal proprio ambiente di vita, dalla scuola, dalle relazioni affettive e dalle attività quotidiane, senza un adeguato progetto di accompagnamento e senza un reale coinvolgimento tra la famiglia affidataria e la madre biologica. Tale gestione avrebbe determinato un evidente peggioramento del benessere psicologico della bambina, culminato nel rifiuto della frequenza scolastica. Particolare allarme desta la decisione, assunta all’inizio di aprile, di procedere al trasferimento coattivo della minore presso un nuovo nucleo affidatario, misura giustificata dai servizi territoriali come necessaria al ricongiungimento con la madre biologica”. Nell’interrogazione, Richetti si sofferma sulle difficoltà del percorso, non imputabili alla famiglia affidataria ma a carenze organizzativi e gestionali dei servizi incaricati”. Mancherebbero, inoltre, nel provvedimento di ricongiungimento, “misure idonee a garantire la permanenza della madre sul territorio nazionale, condizione essenziale per
assicurare la continuità affettiva della minore e prevenire il rischio di un ulteriore
sradicamento”. La richiesta del deputato è quella di verificare con urgenza la correttezza delle procedure adottate e la tutela effettiva dei diritti della minore, valutando anche la sospensione temporanea del ricongiungimento qualora necessario; di considerare l’adozione di misure che garantiscano la permanenza sul territorio della madre biologica fino alla conclusione del percorso; di promuovere una consulenza specialistica per accertare l’impatto psicologico delle condotte descritte e individuare modalità di ricongiungimento realmente rispettose delle esigenze della minore. La vicenda -conclude Richetti- solleva interrogativi profondi sulla capacità del sistema di protezione minorile di assicurare percorsi rispettosi della stabilità affettiva, della continuità educativa e del benessere psicologico dei bambini coinvolti”.













