Settembre 2026, spartiacque per il nuovo ospedale: tutto o niente. M5S: “Fatta luce, ora vigili sui tempi”
Settembre 2026 è il nuovo orizzonte per l’avvio delle procedure di appalto dei lavori di costruzione dell’ospedale di Siracusa. Ma rischia anche di essere una scadenza senza appello, dovesse perdersi nelle nebbie in cui ciclicamente pare finire il complesso iter. Perchè le tensioni internazionali stanno spingendo verso l’alto i prezzi dei materiali e l’edilizia non è certo un mondo a parte. Dovesse continuare la corsa inflazionistica, diverrebbe giocoforza necessario rivedere il prezzario regionale dei lavori pubblici anche in Sicilia. E sarebbe il colpo finale per un quadro finanziario risicato e faticosamente composto in questi lunghi anni.
Tutte le novità sono emerse durante l’audizione dell’assessore regionale Faraoni in Commissione Salute dell’Ars. La riunione era stata richiesta dal deputato regionale Carlo Gilistro (M5S). “Dal governo sono arrivate precise rassicurazioni, con gli ultimi intoppi superati”, dice al termine del lungo vertice, arrivato dopo mesi di rimpalli tra Regione e Ministeri.
“L’assessora Faraoni, a precisa domanda, ha risposto che l’iter di competenza regionale è stato concluso, con il superamento degli ultimi intoppi di natura tecnica e burocratica. Si attende adesso, realisticamente entro poche settimane, il parere positivo del Ministero dell’Economia e Finanze sul nuovo quadro finanziario dell’opera. Nel frattempo – prosegue Gilistro – si è concordato di avviare una interlocuzione preventiva tra la struttura commissariale guidata dall’ingegnere Guido Monteforte e Invitalia, per quel che riguarda le poste necessarie per gli espropri nell’area lungo la Statale 124 su cui deve sorgere il nuovo Dea di II Livello di Siracusa. E con la piena cantierabilità dell’opera, a settembre potrebbe essere possibile avviare la gara d’appalto. E’ chiaro che quello indicato dall’assessora Faraoni in Commissione non può essere inteso come una indicazione generica bensì come un preciso impegno”, puntualizza il deputato M5S.
Anche perchè il fattore tempo non è indifferente. “Non, non c’è più possibilità di perdere tempo. Questo deve essere chiaro. Non solo per rispetto verso i siracusani ma anche per via della complessa situazione internazionale”, dice ancora Gilistro. “Il conflitto nel Golfo sta infatti generando una catena di aumenti che potrebbe presto travolgere anche l’edilizia. Con le aziende, finirebbero sotto pressione anche i cantieri pubblici ed il rinvio a dicembre della revisione del prezzario regionale diverrebbe non più difendibile. Dobbiamo scongiurare un aumento delle materie prime che farebbe saltare il banco faticosamente composto per il nuovo ospedale di Siracusa. Ecco perchè ripeteremo ogni settimana in Ars che non si può mancare l’obiettivo di settembre 2026”.
All’audizione odierna hanno partecipato anche il commissario Asp di Siracusa, Iraci, ed i tecnici dell’Azienda Sanitaria che stanno seguendo l’iter in raccordo con la struttura commissariale. Presenti, tra gli altri, anche il vicesindaco di Siracusa, Edy Bandiera, ed il sindaco di Priolo, Pippo Gianni.













