Rosolini. Rottamazione tributi: “Comune in ritardo, i cittadini pagano l’immobilismo”
“Un’inutile prova di forza tra un’amministrazione che vive alla giornata, fuori da qualsiasi ragionamento politico e istituzionale e un’opposizione che si sforza di interpretare le esigenze dei cittadini facendole diventare proposta”. Così il segretario provinciale del Pd, Piergiorgio Gerratana descrive la situazione che, in merito alla rottamazione dei tributi, si è venuta a creare a Rosolini. “Nel frattempo la città è in totale declino-protesta Gerratana – rassegnata a vivere un altro anno di nulla cosmico, di vuoto amministrativo, senza prospettive e con l’orgoglio sotto i tacchi. E’ per questo motivo che risulta più che mai urgente l’avvio di un dibattito serio, pubblico e alla luce del sole tra tutte le forze alternative all’attuale compagine amministrativa perché la posta in gioco non è un’ordinaria battaglia politica ed elettorale, ma il capovolgimento di una narrazione che vede una città gestita e governata dai peggiori”.
Il segretario del Pd ritiene che l’amministrazione comunale abbia perso troppo tempo, arrivando “fino a maggio per un regolamento che le forze di opposizione avevano già proposto 5 mesi fa. Comportamento che si traduce in un immobilismo che dura ormai da 4 anni e mezzo nella gestione dei tributi così come in tutti gli ambiti di gestione del Comune. La previsione di legge bloccherà qualsiasi volontà di mettersi in regola adesso, primo perché rimanda tutto a settembre e ottobre per la presentazione della domanda, poi perché non viene richiesto alcun anticipo potendo rateizzare tutto e infine perché partendo da gennaio 2027 le condizioni rateali sono molto più convenienti rispetto al regolamento approvato dalla maggioranza che sostiene il sindaco Spadola. I tempi e le proposte emendative dell’opposizione si avvicinavano molto di più alle previsioni della legge nazionale e avrebbero consentito un interesse diverso da parte dei cittadini che volevano mettersi in regola con i tributi. D’altronde il parlamento, con questa scelta legislativa, ha messo una pezza allo strafalcione della rottamazione quinquies perché era un non senso non aver inserito i tributi locali, le multe e le entrate patrimoniali se si tratta di carichi già presenti presso l’agenzia delle entrate – riscossione ed ha fatto bene l’ANCI a sostenere questa linea”.














