Miasmi, Gilistro(M5s): «Basta misteri, servono controlli efficaci e norme più severe»
“Come gli oggetti volanti non identificati, adesso siamo alle prese con un nuovo mistero: i miasmi odorigeni non identificati. Verrebbe da ridere, se il tema nom fosse così tremendamente serio. Non è possibile che ancora oggi non si faccia ricorso in Sicilia alle migliori tecnologie disponibili per capire non solo esattamente cosa viene immesso nell’aria ma, soprattutto, da chi. Evidentemente il sistema dei controlli costruito sino ad oggi non rappresenta un cerchio chiuso e compiuto, se continua a sfuggire proprio un elemento fondamentale come l’origine dei miasmi”. Così il deputato regionale del Movimento 5 Stelle Carlo Gilistro, duramte la seduta straordinaria della Commissione Ambiente dell’Assemblea Regionale Siciliana, riunitasi a Melilli per affrontare l’annosa questione delle molestie olfattive che continuano a interessare l’area industriale siracusana.
Per Gilistro è il momento di cambiare approccio. “Se il sistema attuale non funziona, proporremo un meccanismo che preveda la riduzione delle produzioni dei singoli impianti ogni volta che si registrano episodi di molestie olfattive. Almeno fino a quando non sarà individuata con certezza la fonte. Non è più il tempo dei vecchi ricatti. Oggi la priorità deve essere la tutela della salute dei cittadini. Industrie e lavoro sì, ma solo in cambio di sicurezza e di tutela ambientale».
Gilistro ha quindi sferzato la commissione sulla necessità di un intervento normativo più incisivo. «Rinnovo al legislatore la richiesta che arriva con forza dai nostri territori: aggiornare la normativa sulle sostanze utilizzate nei singoli processi produttivi. Non basta più limitarsi alle soglie olfattive o ai valori limite per la salute riferiti alle singole sostanze. Occorre affrontare con urgenza il tema dell’effetto combinato degli inquinanti. Oggi conosciamo i limiti tollerati per un singolo elemento, ma cosa accade quando nell’aria vengono rilasciate contemporaneamente più sostanze? Quali effetti produce la loro combinazione, anche quando ciascuna rientra singolarmente nei parametri? Sono domande alle quali bisogna dare risposte scientifiche».
Tra le proposte avanzate anche quella di un sistema di messaggistica rivolto direttamente ai cittadini. «Non guasterebbe un sistema di alert capace di raggiungere gli smartphone delle persone, con informazioni verificate e consigli immediati sui comportamenti da adottare. Non cinque giorni dopo, quando l’emergenza è ormai passata».
Il deputato regionale ha infine richiamato la responsabilità delle istituzioni nei confronti delle comunità che convivono da decenni con il polo industriale. «Sono cinquant’anni che diciamo di dover tutelare i bambini che vivono a due passi dalle ciminiere. Se non riusciamo a farlo adesso, allora abbiamo perso tutti in credibilità».












