Benzene e miasmi nel polo industriale, la Cgil: “La salute prima del profitto”
“La salute non può essere negoziabile ne con il lavoro ne con l’economia di un territorio”.
Duro affondo della Cgil, che attraverso il segretario generale provinciale Franco Nardi ed il segretario provinciale Antonio Recano.
“I dati registrati dalle centraline ambientali con concentrazioni di benzene che hanno raggiunto 110 µg/m³ a Priolo e 90 µg/m³ ad Augusta- commentano – oltre ai ripetuti superamenti relativi agli idrocarburi non metanici e all’ozono, delineano un quadro che non può più essere derubricato a un problema di odori molesti, la questione assume una dimensione sanitaria, ambientale e occupazionale che impone risposte immediate da parte delle aziende, delle istituzioni e degli organi di controllo”.
La CGIL ribadisce un principio che ritiene inderogabile:
“Migliaia di lavoratrici e lavoratori operano quotidianamente negli impianti industriali e negli appalti, spesso all’aperto e nelle aree maggiormente interessate dalle emissioni. Non è ammissibile che la tutela della loro salute venga subordinata alla continuità produttiva o alle esigenze economiche delle imprese.
Di fronte a episodi ripetuti di contaminazione ambientale, è necessario che le aziende adottino procedure straordinarie in occasione degli episodi di inquinamento, prevedendo, ove necessario, la sospensione delle attività non essenziali, la rimodulazione delle lavorazioni più esposte e tutte le misure organizzative idonee a tutelare i lavoratori. Il principio di precauzione, sancito dal diritto europeo e recepito nell’ordinamento nazionale, impone di intervenire anche quando permangano margini di incertezza scientifica, qualora siano presenti elementi idonei a far ritenere concreto un rischio per la salute pubblica e dei lavoratori”.
Secondo il sindacato, “non è più sufficiente individuare, a posteriori, la sorgente emissiva. Occorre impedire che questi eventi continuino a ripetersi.Le imprese del polo industriale devono comprendere che la tutela della salute rappresenta un preciso dovere giuridico e sociale, non una scelta discrezionale.Le istituzioni hanno il dovere di garantire trasparenza, controlli efficaci e interventi tempestivi. Non possono limitarsi a gestire l’emergenza quando gli episodi si verificano, occorre una valutazione sanitaria trasparente che valuti l’impatto sulla popolazione e sui lavoratori”.
Per questo la CGIL chiede: l’individuazione immediata delle responsabilità delle emissioni e l’adozione di provvedimenti prescrittivi nei confronti dei soggetti responsabili; la pubblicazione tempestiva e integrale di tutti i dati validati provenienti dalle centraline di monitoraggio; l’avvio di un programma permanente di sorveglianza epidemiologica della popolazione e dei lavoratori; la convocazione urgente del tavolo permanente presso la Prefettura con Regione, enti di controllo, aziende e organizzazioni sindacali.












