Solito caldo? In Sicilia temperature fino a 12 gradi oltre la norma. “Parlano i dati, non le percezioni”

 Solito caldo? In Sicilia temperature fino a 12 gradi oltre la norma. “Parlano i dati, non le percezioni”

Ogni estate torna puntuale la stessa osservazione: “Ha sempre fatto caldo, è normale”. Un’affermazione che, di per sé, è corretta. Il clima mediterraneo è infatti caratterizzato da estati calde e la Sicilia è storicamente una delle regioni più esposte alle risalite dell’anticiclone subtropicale africano.
Il tema non è stabilire se sia normale avere giornate molto calde in estate, soprattutto in una regione come la Sicilia. Il dato significativo è un altro: quanto le temperature registrate oggi siano superiori rispetto a quelle che, statisticamente, rappresentano la normalità climatica di luglio.
A chiarirlo è un’analisi di Stefano Albanese, del Centro Meteorologico Siciliano, che invita ad abbandonare le percezioni per guardare ai dati scientifici. Uno degli indicatori più significativi è la temperatura registrata a 850 hPa, cioè a circa 1.500 metri di altitudine, parametro utilizzato dai meteorologi per valutare le caratteristiche delle masse d’aria senza l’influenza diretta del suolo. In questi giorni, sulla Sicilia, le anomalie termiche raggiungono valori compresi tra +10 e +12 gradi rispetto alla climatologia di riferimento, uno scarto che rientra tra i più elevati osservabili alle nostre latitudini.
Per comprendere meglio la portata del fenomeno, basta confrontare i dati. Nel mese di luglio, la temperatura media a 850 hPa oscilla generalmente tra +16 e +18 gradi. La massa d’aria sahariana che sta investendo l’Isola presenta invece valori prossimi ai +28/+30 gradi, con uno scarto superiore ai dieci gradi rispetto alle medie climatiche. Dal punto di vista climatologico si tratta di un’anomalia eccezionale.
Gli effetti di una massa d’aria così calda, spiega Albanese, “non restano confinati in quota. Il forte irraggiamento solare tipico di luglio e la subsidenza provocata dall’anticiclone africano favoriscono il trasferimento del calore verso il terreno”. Le conseguenze sono evidenti in tutta la Sicilia. Nelle aree interne si registrano temperature comprese tra 40 e 44 gradi, mentre nelle zone favorite dall’orografia e dai venti di caduta si sono già superati i 45 gradi. Nei prossimi giorni, secondo le previsioni, non si escludono punte vicine ai 46-47 gradi.
A rendere ancora più pesante l’ondata di calore sono anche le temperature notturne. In molte località i valori minimi non scendono sotto i 28-30 gradi, dando origine a diffuse notti tropicali e, lungo alcuni tratti costieri, persino a notti equatoriali, con temperature superiori ai 25 gradi per l’intera durata della notte.
Il confronto con le medie climatiche evidenzia anomalie comprese tra 6 e 8 gradi nelle temperature massime e tra 4 e 6 gradi nelle minime. “Valori che, protratti per diversi giorni consecutivi, determinano un forte accumulo di calore nel suolo e negli ambienti urbani, aumentando il disagio bioclimatico e lo stress termico per la popolazione”, spiega ancora Albanese del CMS.
Uno degli equivoci più diffusi riguarda proprio il ruolo del cambiamento climatico. L’anticiclone africano non è un fenomeno nuovo, ha sempre interessato il Mediterraneo e continuerà a farlo. Quello che è cambiato è il contesto climatico nel quale questi episodi si sviluppano. “Oggi le masse d’aria subtropicali si originano in un’atmosfera mediamente più calda rispetto a qualche decennio fa e, quando raggiungono il Mediterraneo, trasportano una quantità di energia sensibilmente maggiore. Di conseguenza, configurazioni meteorologiche simili a quelle del passato producono temperature molto più elevate”. In altre parole, non è l’anticiclone africano ad essere cambiato, ma il clima di fondo, che si è progressivamente riscaldato. Numerosi studi scientifici confermano come il riscaldamento globale di origine antropica stia aumentando intensità, frequenza e durata delle ondate di calore in Europa.
Per questo motivo, osserva Albanese, sostenere che “ha sempre fatto caldo” non rappresenta un’argomentazione scientifica. È un’affermazione vera quanto dire che sulle Alpi abbia sempre nevicato, ma non spiega se gli eventi attuali siano normali oppure eccezionali. La climatologia, infatti, non confronta l’estate di oggi con i ricordi personali, ma con serie storiche costruite su periodi di almeno trent’anni, proprio per distinguere la normale variabilità del clima dalle anomalie.
Quando si osservano scarti di 10-12 gradi a 1.500 metri di quota e temperature al suolo costantemente superiori di 6-8 gradi rispetto alla norma, “non ci si trova di fronte a una semplice estate calda, ma ad un evento estremo che si inserisce in una tendenza ormai consolidata: estati sempre più lunghe, ondate di calore più frequenti e intense e masse d’aria subtropicali progressivamente più calde”.

 

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