Parco degli Iblei, le associazioni ambientaliste: “Basta ritardi, si proceda subito all’istituzione”
Undici associazioni ambientaliste e naturalistiche siciliane tornano a chiedere, con un documento congiunto, l’immediata istituzione del Parco Nazionale degli Iblei, a distanza di quasi vent’anni dall’approvazione della legge nazionale che ne prevede la nascita. Il testo, indirizzato al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, alla Presidenza della Regione Siciliana, all’Assessorato regionale al Territorio e Ambiente, al Libero Consorzio Comunale di Siracusa, al Libero Consorzio Comunale di Ragusa e alla Città Metropolitana di Catania, arriva a poche settimane da una pronuncia del Tar di Catania che ha dichiarato illegittimo il silenzio finora mantenuto dall’amministrazione regionale.
La previsione normativa risale alla legge 222 del 29 novembre 2007, il cui articolo 26, comma 4-septies, include il Parco degli Iblei tra i nuovi parchi nazionali da istituire con decreto del Presidente della Repubblica, d’intesa con la Regione e sentiti gli enti locali. Da allora, ricordano le associazioni firmatarie, si sono susseguite tre fasi di concertazione, incontri pubblici e tecnici e diversi tavoli di lavoro tra enti locali, Regione Siciliana, Ministero e associazioni ambientaliste, con il supporto tecnico dell’Ispra.
Un passaggio chiave risale al 1° febbraio 2024, quando l’allora ministro per la Transizione Digitale e la Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, trasmise la bozza di decreto istitutivo, completa di disciplina di tutela e cartografia, ai fini dell’intesa prevista dall’articolo 8 della legge 394 del 1991. Da quel momento, però, il procedimento amministrativo si è di fatto arenato per quasi due anni.
Di fronte allo stallo, l’associazione Ente Fauna Siciliana ha presentato ricorso, prima al Tar del Lazio e poi al Tar Sicilia, contro il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, l’Assessorato regionale Territorio e Ambiente e gli enti locali coinvolti, chiedendo l’accertamento dell’obbligo di provvedere e la declaratoria di illegittimità del silenzio, con la possibilità di nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia.
Con la sentenza del 9 giugno 2026 scorso, è stato accolto integralmente il ricorso. I giudici amministrativi hanno chiarito che la mancata acquisizione dell’intesa prevista dalla legge 394/1991 non può tradursi in un potere di veto capace di paralizzare a tempo indeterminato l’esercizio di una competenza statale, specie quando è in gioco la tutela di un interesse unitario e indivisibile come quello ambientale, richiamando sul punto la sentenza della Corte Costituzionale n. 12 del 28 gennaio 2009. Il Tribunale ha inoltre rilevato che l’inattività protratta della Regione contrasta con il principio di leale collaborazione, che impone una condotta cooperativa orientata alla tempestiva conclusione del procedimento.
Il Tar ha quindi ordinato all’Assessorato regionale del Territorio e dell’Ambiente di concludere il procedimento entro un termine perentorio di 180 giorni, nominando sin da ora, in caso di ulteriore inadempimento, il Direttore generale per il patrimonio naturalistico e mare (o un suo delegato) quale commissario ad acta, con ulteriori 60 giorni per completare gli atti necessari all’istituzione del Parco.
Nel documento, le sigle firmatarie sottolineano come la sentenza non solo confermi la validità dell’intero percorso amministrativo svolto in questi anni, ma imponga ora una scadenza precisa per l’acquisizione dell’intesa e la nascita definitiva del Parco. Le associazioni insistono sui benefici che l’istituzione del Parco potrebbe portare al territorio: tutela della biodiversità, ma anche valorizzazione dell’agricoltura, della zootecnia, dell’agroalimentare di eccellenza e del sistema turistico, con ricadute per il comparto alberghiero ed extralberghiero, l’artigianato locale e le comunità del comprensorio, chiamate a diventare protagoniste di un processo di tutela e promozione di un’area dalle straordinarie risorse ambientali, naturali, culturali, artistiche, etnoantropologiche ed enogastronomiche.
Il documento richiama infine l’articolo 9 della Costituzione italiana, che dal 2022 include tra i principi fondamentali la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi anche nell’interesse delle future generazioni.
“In questi quasi 20 anni di concertazione e di confronti istituzionali, ci siamo sempre prodigati per collaborare con le istituzioni e con tutti i portatori di interesse a vario titolo, proprio per far capire l’importanza di istituire il Parco nazionale degli Iblei, in un territorio di notevole importanza ambientale, naturale e culturale”, dice Marco Mastriani, coordinatore regionale di Federparchi Sicilia. “Oggi è arrivato il tempo di agire e di istituire il Parco nazionale degli Iblei così come prevede la norma e soprattutto così come sancito e confermato dalla sentenza del Tar. Si chiuda il prima possibile la fase di intesa fra il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e si attui quanto previsto dall’articolo 9 della Costituzione italiana”, conclude.













