Turismo, Sinistra Italiana: “Produce ricchezza ma impoverisce i lavoratori: mettere mano ai salari”

 Turismo, Sinistra Italiana: “Produce ricchezza ma impoverisce i lavoratori: mettere mano ai salari”

“L’Italia si rivela un Paese che da un lato produce ricchezza, dall’altro impoverisce i lavoratori”. Il segretario provinciale di Sinistra Italiana Avs, Sebastiano Zappulla commenta il report della Filcams Cgil e concentra lo sguardo sulla provincia di Siracusa. “Nell’anno 2025 sono stati circa 670 mila i visitatori che hanno alloggiato a Siracusa e nelle località turistiche della provincia-spiega Zappulla- generando un flusso economico pari a circa il 4% del pil provinciale e l’occupazione di circa 21 mila addetti. Dati in linea col quadro nazionale esposto dalla Filcams CGIl.Siamo nel pieno della stagione turistica, nonostante le condizioni climatiche siano difficili, proibitive e rischiose per la salute le lavoratrici e i lavoratori del turismo continuano a svolgere il proprio dovere, tenendo in piedi un settore strategico e fondamentale per il nostro territorio”. Secondo Zappulla sarebbe ora di “mettere mano alla questione salariale e del diritto ad un lavoro dignitoso anche nel comparto del turismo, e non fare passare anche questa stagione senza un nulla di fatto.Il rapporto della Filcams CGIL ci dà l’opportunità di tornare a parlare delle condizioni di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori del turismo e di come questo settore, ritenuto strategico sul piano economico, continui a reggersi sulle spalle di chi ci lavora”.
Nel variegato mondo del turismo, che comprende diversi settori: ristorazione, alloggio, servizi turistici, tour operator, commercio e terziario in genere in questi anni si è via via consolidato un trend che andrebbe analizzato, secondo Sinistra Italiana provinciale, attentamente. Cresce il fatturato e si precarizza la classe lavoratrice. “I 57 miliardi di fatturato, trend che sembra confermarsi anche 2026, nascondono i 2 milioni di lavoratrici e lavoratori poveri e precari-evidenzia ancora Zappulla- Stipendi sotto la soglia di povertà, siamo sotto gli 11 mila euro l’anno, contratti part-time diffusi, soprattutto al sud, e contratti full-time che risentono, sul piano delle garanzie e del diritto ad un lavoro stabile, della incapacità di destagionalizzate un sistema ancora troppo legato ai mesi estivi sono solo alcuni degli effetti-conclude- esplosi in un settore che nasconde grandi e inaccettabili disuguaglianze”.

 

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