Parco degli Iblei, il Pd: “Sì alla tutela, ma il fotovoltaico non venga bloccato”

 Parco degli Iblei, il Pd: “Sì alla tutela, ma il fotovoltaico non venga bloccato”

Screenshot

Il Partito Democratico di Siracusa interviene sul futuro del Parco degli Iblei ed in particolare sul dibattito relativo all’impatto che l’istituzione dell’area protetta potrebbe avere sugli impianti fotovoltaici.
“Disquisire oggi se il parco si debba realizzare o meno – sottolineano la segretaria cittadina del Pd Matilde Di Giovanni e il segretario provinciale Piergiorgio Gerratana – è operazione oziosa”. Secondo i due esponenti dem, occorre invece concentrarsi sulle modalità attraverso le quali l’istituzione dell’area protetta possa diventare una concreta opportunità per il territorio.
In questo quadro si inserisce anche il delicato tema degli impianti fotovoltaici. Il Pd ritiene necessario evitare che l’istituzione del Parco si trasformi automaticamente in un blocco alla progettazione e alla realizzazione degli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Allo stesso tempo, però, sottolinea che la transizione energetica non può avvenire cancellando le caratteristiche paesaggistiche, ambientali e agricole degli Iblei.
Il punto di equilibrio, secondo il Partito Democratico, deve essere individuato attraverso una pianificazione capace di distinguere le diverse vocazioni territoriali e di valutare caso per caso gli interventi, evitando sia una proliferazione indiscriminata degli impianti sia un sistema di vincoli tale da scoraggiare investimenti e attività economiche.
Il territorio interessato dal Parco è già sottoposto a diverse forme di tutela, tra siti Natura 2000, ZSC, ZPS, vincoli paesaggistici, archeologici e idrogeologici. Da qui nascono le preoccupazioni espresse da cittadini e operatori economici, legate al rischio di un ulteriore aggravio burocratico e ai possibili effetti sull’occupazione e sull’indotto.
La legge 394/1991 sulle aree protette prevede però strumenti di incentivazione e finanziamento che possono coinvolgere Comuni e territori ricadenti nei parchi. Per il Pd, queste opportunità dovrebbero essere utilizzate per costruire un modello nel quale la tutela ambientale non rappresenti un limite allo sviluppo, ma diventi un elemento di competitività.
“L’ambiente naturale – sostengono Di Giovanni e Gerratana – non deve essere considerato come tale privo dell’uomo, ma con la presenza responsabile dell’uomo”. Da qui la proposta di puntare su una gestione fondata sulla collaborazione tra enti locali, imprese agricole, operatori turistici, università, associazioni ambientaliste, consorzi e cooperative.
Il Pd propone inoltre di accompagnare l’istituzione del Parco con obiettivi verificabili: tempi certi per le autorizzazioni, valutazione della compatibilità ambientale degli investimenti, crescita del valore aggiunto agricolo, aumento delle presenze turistiche, miglioramento degli indicatori di biodiversità, andamento dell’occupazione e capacità di intercettare risorse nazionali ed europee.
Una prospettiva che, secondo i democratici, consentirebbe di superare la tradizionale contrapposizione tra conservazione e produzione. Il Parco degli Iblei potrebbe così diventare uno strumento di valorizzazione del capitale naturale, favorendo innovazione, uso efficiente delle risorse, resilienza climatica e nuove opportunità economiche, senza sacrificare le vocazioni agricole e paesaggistiche del territorio.
“È questa – concludono Di Giovanni e Gerratana – la strada di uno sviluppo realmente sostenibile: rispettare le straordinarie risorse naturali e paesaggistiche che hanno motivato l’istituzione del Parco e, allo stesso tempo, fare della tutela un volano per l’economia locale”.

 

Potrebbe interessarti