Tensione a Cavadonna, detenuti occupano un blocco: per cinque ore carcere in emergenza
Ancora una situazione di forte tensione all’interno della casa circondariale di Cavadonna, a Siracusa. Secondo quanto denunciato dal sindacato di Polizia Penitenziaria CNPP-SPP, circa trenta detenuti avrebbero occupato il blocco 10 dopo che quattro di loro sarebbero riusciti a sottrarre le chiavi a un agente della Polizia penitenziaria.
A ricostruire l’accaduto sono Aldo Di Giacomo, vice segretario generale CNPP-SPP, e Domenico Del Grosso, segretario regionale della stessa organizzazione sindacale. L’emergenza, secondo quanto riferiscono, si sarebbe protratta per circa cinque ore, in una situazione resa particolarmente delicata anche dalla presenza in servizio di appena una decina di poliziotti.
Per fronteggiare la situazione è stato necessario richiamare personale da altri istituti penitenziari. Sono arrivati rinforzi da Noto, Caltagirone, Brucoli e Ragusa, fino a consentire il ripristino delle condizioni di sicurezza all’interno del reparto.
Durante le fasi di tensione si sarebbe verificato anche un episodio di danneggiamento all’interno dell’infermeria. Un detenuto avrebbe infatti devastato alcune suppellettili, mentre un agente sarebbe rimasto ferito.
Durissima la presa di posizione dei rappresentanti del CNPP-SPP, che sottolineano la gravità di quanto accaduto.
“Quando quattro detenuti riescono a sottrarre le chiavi a un poliziotto, una trentina di reclusi prende il controllo di un blocco e per ristabilire l’ordine occorre far arrivare personale da quattro diversi istituti penitenziari, non siamo più davanti a una semplice protesta. Per alcune ore lo Stato ha perso il controllo effettivo di un reparto del carcere”.
Di Giacomo e Del Grosso distinguono il diritto alla protesta dal rispetto delle regole all’interno di un istituto penitenziario. “Le ragioni di qualsiasi protesta possono e devono essere ascoltate nelle forme previste dall’ordinamento. Le condizioni detentive dignitose sono un obbligo dello Stato. Ma nessuna rivendicazione può trasformarsi nel diritto di sottrarre chiavi a un poliziotto, impossessarsi di un reparto e tenere sotto scacco un istituto penitenziario”.
Nel mirino del sindacato ci sono anche le condizioni strutturali dell’istituto siracusano, a partire dal rapporto tra detenuti e personale. Secondo i dati citati dal CNPP-SPP, a Cavadonna sono presenti 721 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 545 posti. Sul fronte della Polizia penitenziaria, invece, gli effettivi sarebbero 266 rispetto ai 310 previsti dalla pianta organica.
“I numeri ufficiali rendono ancora più evidente la situazione. Mancano 44 poliziotti rispetto alla dotazione prevista, mentre i detenuti superano di 176 unità la capienza regolamentare. Non occorre un’altra commissione di studio per capire che questa combinazione produce un rischio permanente”.
Per il CNPP-SPP, l’episodio di Siracusa si inserisce in un quadro più ampio di difficoltà che riguarda il sistema penitenziario italiano. “Cavadonna sta diventando il simbolo di un problema nazionale. La Polizia Penitenziaria viene lasciata a gestire con uomini insufficienti istituti sovraffollati, aggressioni, proteste, incendi, sequestri di telefoni, rifiuti di rientrare nelle celle e reparti sempre più difficili da governare. Quando per affrontare un’emergenza in un carcere bisogna svestire altri quattro istituti, non si stanno utilizzando rinforzi: si sta semplicemente spostando la carenza di personale da un carcere all’altro”.
Da qui la richiesta rivolta al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e al Ministero della Giustizia per un intervento urgente sul carcere siracusano e, soprattutto, un rafforzamento stabile dell’organico. “Il poliziotto penitenziario non può entrare in servizio chiedendosi se, in caso di rivolta, arriveranno abbastanza colleghi da altre province per riprendere il controllo del carcere”.













