Isab-Ludoil, la Cgil dopo il via libera Antitrust: “garanzie su investimenti, lavoro e sicurezza”

 Isab-Ludoil, la Cgil dopo il via libera Antitrust: “garanzie su investimenti, lavoro e sicurezza”

Il via libera dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato all’acquisizione di Isab da parte di Ludoil Energy non chiude la partita sul futuro industriale e occupazionale della raffineria di Priolo. Per la Cgil di Siracusa, al contrario, si apre adesso una fase decisiva, nella quale la nuova proprietà dovrà chiarire strategie, investimenti e garanzie per i lavoratori, per l’indotto e per la continuità produttiva.
“L’Antitrust si è pronunciata sugli effetti dell’operazione sulla concorrenza. Adesso spetta alla nuova proprietà chiarire quale progetto industriale intenda realizzare per Isab e per l’intero polo industriale siracusano”, afferma il Settore Industria della Cgil di Siracusa.
L’acquisizione del 51% di Isab, con la possibilità per Ludoil di arrivare successivamente al 100%, consegna al gruppo italiano il controllo di una delle principali realtà industriali del Paese e di un’infrastruttura considerata strategica per il sistema energetico nazionale.
La nuova proprietà ha annunciato una strategia di trasformazione industriale orientata anche verso le nuove produzioni energetiche, con progetti legati a Hvo, Bio-ETBE, Bio-Benzine e Saf. Una prospettiva che la Cgil di Siracusa guarda con interesse, ma sulla quale il sindacato chiede che vengano messi nero su bianco tempi, risorse e ricadute occupazionali.
“Siamo favorevoli a una prospettiva di trasformazione industriale che guardi alla transizione energetica – sottolinea il sindacato – ma la transizione non può essere soltanto una parola contenuta nei piani industriali. Deve tradursi in investimenti, occupazione stabile, formazione, sicurezza e qualificazione del lavoro”.
Il futuro di Isab, secondo il sindacato, non può essere quindi valutato esclusivamente sulla base degli asset societari. Attorno alla raffineria di Priolo gravita infatti un sistema industriale che coinvolge migliaia di lavoratori, tra diretti e addetti dell’indotto, con una presenza significativa della metalmeccanica e delle attività legate alla manutenzione e al comparto chimico-coibenti. Da qui la richiesta di evitare che la trasformazione industriale possa tradursi in una riduzione degli organici, in maggiore precarietà o in una compressione dei costi legati alla sicurezza. “Non accetteremo che la trasformazione industriale venga utilizzata per ridurre gli organici, aumentare la precarietà o comprimere i costi sulla sicurezza. Non esiste transizione industriale senza lavoro e non esiste futuro per l’industria senza sicurezza”.
La Cgil chiede dunque alla nuova proprietà l’apertura immediata di un confronto con le organizzazioni sindacali. Sul tavolo dovranno esserci il piano industriale nel dettaglio, gli investimenti previsti, i tempi di realizzazione dei nuovi impianti, le prospettive occupazionali, il futuro della raffinazione tradizionale e le ricadute sull’intero indotto.
Particolare attenzione, secondo il sindacato, dovrà essere riservata anche alla sicurezza degli impianti, alla manutenzione e alla qualificazione professionale dei lavoratori, elementi ritenuti indispensabili in una fase di profonda trasformazione del polo industriale.
“Isab ha una capacità autorizzata di circa 20 milioni di tonnellate annue ed è una realtà strategica per il sistema energetico nazionale. Una dimensione industriale di questa portata richiede una strategia altrettanto importante e trasparente”, sottolinea la Cgil.
Il sindacato ritiene inoltre indispensabile il coinvolgimento delle istituzioni nazionali e regionali. Il futuro della raffineria, infatti, avrebbe ricadute che vanno ben oltre i confini aziendali e investono l’intero polo industriale di Priolo-Augusta-Melilli. “Il futuro di Isab non può essere affrontato esclusivamente come una vicenda societaria. Governo, Regione Siciliana e istituzioni territoriali devono tornare a esercitare un ruolo nella definizione di una strategia industriale per il polo di Priolo-Augusta-Melilli”.

 

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