Scontro sul centro di prima accoglienza per migranti, Cna: “No nell’area Pip di Rosolini”

 Scontro sul centro di prima accoglienza per migranti,  Cna: “No nell’area Pip di Rosolini”

L’idea di realizzare un centro di prima accoglienza all’interno dell’area artigianale Pip di Rosolini, non piace a Cna Siracusa. L’associazione di categoria ha scritto al Prefetto ed al Comune di Rosolini e alla Prefettura di Siracusa, chiedendo formalmente di rivedere la scelta per il cpa che dovrebbe ospitare circa 50 migranti.
“L’area dei Piani di Insediamento Produttivo nasce come spazio dedicato alla crescita delle imprese artigiane e manifatturiere del territorio. A luglio 2025, la stessa Amministrazione comunale avesse presentato all’Assessorato regionale alle Attività Produttive una richiesta di finanziamento per la riqualificazione dell’area, all’epoca definita più funzionale e attrattiva per le imprese”, si legge nella nota. Il timore di Cna è che l’amministrazione comunale stia disattendendo quell’impegno.
Per questo viene chiesto di rivedere la localizzazione del centro individuando, d’intesa con Comune e Prefettura, un’area alternativa che non comprometta gli spazi produttivi.
“Non mettiamo in discussione il principio dell’accoglienza né le funzioni della Prefettura in materia di gestione dei flussi migratori”, spiegano la presidente di Cna Siracusa, Rosanna Magnano, e il presidente comunale Giuseppe Cicero. “Ma un’area nata per lo sviluppo delle imprese non può diventare il terreno di scelte che ne compromettono la vocazione produttiva senza un confronto preventivo con chi quel territorio lo vive ogni giorno”.
Sul fronte tecnico interviene il segretario territoriale di Cna Siracusa, Gianpaolo Miceli. “Le imprese insediate nel Pip segnalano da tempo criticità nell’approvvigionamento elettrico e idrico. Prima di ipotizzare qualunque nuova funzione nell’area, l’Amministrazione deve garantire infrastrutture adeguate alle attività produttive già operanti: è una precondizione, non un’opzione.”
Cna Siracusa ribadisce comunque la propria piena disponibilità al confronto con il Comune di Rosolini e con la Prefettura, nella convinzione che un dialogo tempestivo possa individuare una soluzione capace di coniugare gli obblighi di accoglienza con la tutela del tessuto produttivo locale.

 

Potrebbe interessarti