Addio alla Caldarella, il Comune pensa di abbatterla e ricostruirla. “Partenariato pubblico-privato”
La piscina olimpionica della Cittadella dello Sport di Siracusa, oggi intitolata alla memoria di Paolo Caldarella, è stata inaugurata nel lontano luglio del 1964. Immaginata dal grande Concetto Lo Bello sul modello dell’Acquacetosa di Roma, sconta inesorabilmente tutti i limiti di un impianto natatorio con 62 anni di servizio ininterrotto. Non ha una copertura, mille sono i problemi ed i guasti per mantenere l’acqua a temperatura, costanti le manutenzioni. Lo stato di usura dei materiali è, anche a vista, in linea con le sei decadi di storia ed utilizzo intenso.
Per darle un futuro, va completamente ripensata. Anzi, ricostruita ex novo dopo averla abbattuta. Follia? In verità, no. Anche se un progetto su carta ancora non esiste, a Palazzo Vermexio si sta sondando la possibilità. Da inizio anno si stanno valutando costi e benefici di una simile operazione che, allo stato attuale, non può che passare da un partenariato pubblico-privato con alcuni paletti fissi: tariffe sempre calmierate per gli utenti e spazi acqua assicurati alle società, su base di rappresentanza.
A febbraio l’idea è stata anche illustrata ai responsabili del settore impianti della Fin, la Federazione Italiana del Nuoto. Da quanto si apprende, non è dispiaciuta. Anche perchè, ad esempio, la pallanuoto di massima serie giocata in piscina scoperta è ormai eccezione complicata in Italia e in Europa. “La piscina va abbattuta e ricostruita. E’ una struttura di vecchia concezione, dagli impianti ai cavedi alle strutture a supporto. Bisogna rifare tutto, è antieconomico pensare di andare avanti così”, spiega su FMITALIA il capo di gabinetto del Comune di Siracusa, Giuseppe Gibilisco.
C’è anche l’aspetto normativo che mette la Caldarella fuorigioco: niente sfioro superiore, niente bocchettoni antirisucchio, niente vasca di compensazione. Se per gli anni 70 del secolo scorso quella era una piscina all’avanguardia, oggi appare purtroppo come un rudere dello sport. “Innanzitutto va allargata, perché la normativa ti dice con otto corsie al massimo puoi ospitare un campionato regionale. Se vuoi fare un qualcosa di più, devi avere almeno dieci corsie. Quindi dobbiamo mettere dieci corsie”, indica ancora Gibilisco. Per la copertura? “Una struttura telescopica eviterebbe problemi paesaggistici e vincoli con la Soprintendenza”, spiega.
Un’azienda leader nel settore ha fatto arrivare al Comune di Siracusa una manifestazione di interesse per l’operazione abbattimento e ricostruzione con vista sulla gestione pluriennale. E non sarebbe stata la sola, ci sarebbero anche attenzioni attorno alla piscina piccola che potrebbe diventare una semi-olimpionica. Ulteriori incontri sono in programma nei prossimi giorni. “Lo faremo? Non mi piace parlare di favole. Credo sia solo questione di tempo: oggi o domani, ma lo faremo”, taglia corto Gibilisco.
Se il partenariato pubblico-privato dovesse andare in porto, gli impianti natatori della Cittadella dello Sport verranno quindi abbattuti e ricostruiti. E verranno gestiti da società terze per più anni, sotto il controllo del Comune.













