Siracusani virtuosi al volante? Uno studio dice di si ma il dato è parziale…
Siracusa la città con lo stile di guida più virtuoso tra quelle analizzate.
Uno studio, insomma, condurrebbe a pensare che gli automobilisti siracusani guidano meglio dei ‘colleghi’ di altre città italiane. Eppure la percezione sembra decisamente suggerire qualcosa di opposto, di fronte ad un traffico cittadino tutt’altro che disciplinato. Se quindi sembra di essere davanti ad un paradosso, la spiegazione è presto individuata: il dato si basa esclusivamente sull’analisi delle scatole nere poste sui veicoli. A chiarire tutto sono i numeri della quarta edizione di City Flows, l’evento internazionale promosso da Fondazione Unipolis, l’European Transport Safety Council e i CRU Unipol e tenutosi a Matera, nel corso del quale Nomisma ha presentato in anteprima il nuovo Mobility Index, uno strumento innovativo pensato per misurare il rischio, la sicurezza e l’accessibilità dei centodiciannove capoluoghi di provincia italiani. Entrando nel dettaglio di Siracusa, l’indice sullo stile di guida – elaborato grazie alle rilevazioni telematiche dei dispositivi UnipolTech installati sulle vetture assicurate – assegna a Siracusa un punteggio di trentuno virgola due, il migliore tra le quattro città del ciclo City Flows rispetto al sessantatré virgola due di Perugia e al sessantadue virgola tre di Matera. Dietro questo primato apparente non c’è una patente di guida modello, bensì il limite tecnico dello strumento di rilevazione: le scatole nere registrano infatti solo eventi specifici come frenate e accelerazioni brusche, dinamiche che in un contesto urbano congestionato, stretto o rallentato dai flussi quotidiani tendono a ridursi, restituendo un parametro formale di minor rischio che però non fotografa affatto il caos reale della strada. A smentire l’idea di una città a prova di codice della strada ci pensa l’altra faccia dell’indagine Nomisma, che evidenzia per Siracusa pesanti criticità strutturali e di sicurezza: l’esposizione al rischio di incidente sale a cinquantacinque virgola uno posizionando la città al cinquantaseiesimo posto in Italia, la gravità dei sinistri si attesta a quarantadue virgola sei collocandosi al settantasettesimo posto, mentre l’accessibilità e l’inclusività del trasporto pubblico locale crollano a un valore di settantacinque virgola uno, valendo il novantesimo posto nella graduatoria nazionale. I dati locali si inseriscono in un quadro nazionale allarmante in cui l’ottanta per cento delle persone con disabilità non utilizza mai i mezzi pubblici e il trentaquattro per cento delle famiglie italiane denuncia difficoltà di collegamento, evidenziando come l’accessibilità sia una condizione imprescindibile per garantire diritti, studio e lavoro in un Paese che nel primo semestre del 2025 ha registrato un tasso di mobilità dell’ottantuno virgola uno per cento a fronte di costi sociali dell’incidentalità stimati in circa diciotto miliardi di euro l’anno. Accanto a Siracusa, l’analisi ha coinvolto Trento, leader con un’accessibilità del trasporto pubblico pari a 93,2 e un’esposizione al rischio limitata a cinquantuno virgola due, Perugia, caratterizzata da un’esposizione inferiore ma da una gravità di sinistri più elevata, e Matera, fanalino di coda per l’accessibilità del TPL, il trasporto pubblico locale, con 60,0. La giornata di lavori si è conclusa con sessioni di lavoro e laboratori mirati a definire agende locali e strumenti amministrativi capaci di coniugare la prevenzione dei rischi, l’abbattimento delle barriere e la tutela degli utenti vulnerabili della strada, seguendo le raccomandazioni dell’European Transport Safety Council per trasformare la mobilità in un vero bene comune.












