Siracusa ultima in Italia per puntualità nei pagamenti tra imprese; la Sicilia penultima tra le regioni

 Siracusa ultima in Italia per puntualità nei pagamenti tra imprese; la Sicilia penultima tra le regioni

La provincia di Siracusa finisce in fondo alla classifica nazionale sulla puntualità dei pagamenti tra imprese. Il dato emerge dall’ultima analisi dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre, elaborata sulla base dei dati Cribis relativi al secondo trimestre 2026. La provincia aretusea è indicata tra le realtà con le peggiori abitudini di pagamento, al 110° posto nella graduatoria nazionale su 110 realtà prese in esame.
Il dato provinciale si inserisce in un quadro siciliano già particolarmente critico. Nell’Isola soltanto il 27,2% dei pagamenti tra imprese viene effettuato entro la scadenza contrattuale, contro una media nazionale del 42%. La Sicilia è così penultima tra le regioni, davanti soltanto alla Calabria, ferma al 26,7%.
La fotografia riguarda il secondo trimestre di quest’anno e racconta un problema che può avere conseguenze concrete soprattutto per le piccole imprese. Un pagamento che arriva in ritardo significa infatti dover continuare a sostenere stipendi, forniture, utenze, contributi e imposte senza avere ancora incassato quanto dovuto. In caso di difficoltà di liquidità, l’impresa può essere costretta a ricorrere al credito bancario, agli anticipi sulle fatture o al factoring.
A livello nazionale, la puntualità dei pagamenti è scesa dal 44% del secondo trimestre 2025 al 42% nel secondo trimestre 2026. Parallelamente, il 53,6% delle transazioni viene saldato con un ritardo comunque contenuto entro i 90 giorni, mentre il 4,4% supera i tre mesi di ritardo.
A pesare maggiormente sono soprattutto le dimensioni dell’impresa. Secondo Cribis, nel periodo considerato ha rispettato le scadenze soltanto il 21,1% delle grandi aziende, contro il 35,7% delle medie, il 41,8% delle piccole e il 42,7% delle microimprese.
È proprio sul rapporto tra grandi committenti e piccoli fornitori che la Cgia concentra una parte della propria analisi. Secondo l’associazione, le imprese più grandi possono sfruttare il proprio maggiore potere contrattuale dilazionando i pagamenti e trasferendo di fatto sui fornitori il costo finanziario dell’attesa. La Cgia parla di una pratica che può trasformarsi in una forma di finanziamento a costo zero per il committente, mentre il piccolo imprenditore deve eventualmente sostenere il costo del credito per mantenere in equilibrio la propria attività.
Ed è qui che entra in gioco l’altro dato contenuto nello studio, quello relativo alla Pubblica amministrazione. La PA italiana nel 2025 ha infatti ridotto i tempi medi di pagamento, scesi a 27,2 giorni dai 29,9 del 2024. Ma contemporaneamente è aumentato lo stock del debito commerciale, arrivato a 64,2 miliardi di euro, pari al 2,8% del Pil.
Il meccanismo è apparentemente paradossale. Le fatture che vengono pagate vengono saldate mediamente più rapidamente, ma una parte consistente non viene ancora pagata. Nel 2025, secondo i dati riportati dalla Cgia di Mestre, sono state saldate 3.034 fatture sulle 3.673 emesse, per 21,1 miliardi dei 27,8 miliardi complessivamente dovuti. I 6,7 miliardi rimasti inevasi si sono aggiunti agli arretrati già esistenti, facendo crescere ulteriormente il debito.
Il dato nazionale non può essere automaticamente trasferito alla situazione degli enti pubblici siracusani. Lo studio non fornisce infatti una specifica quantificazione provinciale del debito della PA. Per Siracusa, dunque, il dato più netto dell’indagine resta quello relativo ai rapporti commerciali tra imprese private.
Per affrontare il problema, proposta maggiore trasparenza sui tempi medi di pagamento delle grandi aziende e anche meccanismi di premialità fiscale per chi rispetta le scadenze contrattuali. Per il sistema produttivo siracusano, intanto, il dato resta un campanello d’allarme. Quando il lavoro viene svolto ma il pagamento arriva tardi, la difficoltà non riguarda più soltanto una fattura, ma la capacità stessa di un’impresa di programmare investimenti, spese e crescita.

immagine creata con strumenti di IA

 

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