Il ministro Urso visita Isab: “Oggi è in mani ancora più sicure, perché italiane”
Il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, ha visitato la raffineria Isab, dopo il closing con Ludoil ed il ritorno in mani italiane del 51% della società. “Qualche anno fa la salvammo, durante la crisi legata alle sanzioni alla Russia. Abbiamo costruito un cordone sanitario attorno ad Isab ed oggi che il problema centrale per l’Europa è il risicato numero di raffinerie operanti, si capisce il perché”, ha detto dopo aver visitato l’impianto, insieme al patron di Ludoil, Ammaturo.
“Oggi Isab è in mani ancora più sicure, perché italiane”, ha sottolineato il ministro al riguardo. “Il problema nella catena di approvvigionamento del carburante oggi è nelle raffinerie, troppo poche per garantire autonomia. Jetfuel scarseggia e condiziona le compagnie aeree. Isab, in questo senso, può fare molto”, ha aggiunto Urso.
Giovedì prossimo, intanto, convocato a Roma un tavolo con Pichetto Frattin e le società di raffinazione “per capire cosa fare con urgenza, per aumentare la produzione di quel che ci serve per le esigenze italiane. Isab può svolgere ruolo di grande rilievo, in Italia e in Europa”.
Paolo Fedeli, ad di Isab, ha confermato il ruolo degli impianti siracusani “in prima linea per la produzione energetica del Paese”. La società, nei giorni scorsi, ha prospettato un quadro di investimenti da 1,3 miliardi in 5 anni, verso anche i biocarburanti. “Isab è attenta al suo ruolo sociale e occupazionale. Rispettando tutti i criteri ambientali, vogliamo fare da traino per lo sviluppo economico dei territori”, ha detto.
Poi una frase che vale anche come linea operativa: “Per Ludoil, Isab è casa”. Come a confermare la volontà di aumentare la copertura per il fabbisogno nazionale. Bisognerà capire come intervenire nell’accordo con il trader Trafigura. Per Fedeli, è ancora presto per parlare di revisione. “Tempo al tempo…”. Per il ministro Urso, invece, “é un problema che verrà affrontato alla radice”.












