“No alla discarica di Stallaini”: istanza di revoca del vicepresidente del Libero Consorzio Rosa
Un’istanza di revoca del provvedimento relativo alla discarica di Stallaini e un ordine del giorno urgente da sottoporre all’esame del Consiglio provinciale del Libero Consorzio di Siracusa. Sono le iniziative promosse dal vicepresidente dell’ente, Pietro Rosa, per contrastare la realizzazione dell’impianto e rafforzare l’azione istituzionale a tutela del territorio ibleo. «Pensare di riqualificare una cava nel cuore degli Iblei attraverso il conferimento di 614.000 metri cubi di rifiuti, compresi quelli contenenti amianto, rappresenta una prospettiva che non può lasciarci indifferenti. Siamo di fronte a una questione che riguarda la salvaguardia ambientale, la tutela del paesaggio e la protezione delle risorse naturali di un territorio di straordinario valore», dichiara Rosa. Al centro della contestazione la localizzazione dell’impianto, in prossimità della Riserva naturale di Cavagrande del Cassibile e all’interno del bacino idrografico del fiume Manghisi. Il progetto presenterebbe profili di incompatibilità con la normativa nazionale ed europea, con il Piano paesaggistico regionale e con il vigente Piano regionale dei rifiuti, aspetti sui quali viene chiesto alle autorità competenti di intervenire. «Il Comune di Noto sta già affrontando la vicenda nelle sedi giudiziarie ma questa battaglia deve essere sostenuta anche sul piano politico e istituzionale. L’assemblea pubblica dell’8 settembre, tenutasi a Noto, ha espresso con chiarezza la posizione della comunità: il territorio non vuole la discarica. Adesso è necessario tradurre questa volontà in iniziative concrete».
L’istanza di revoca è stata trasmessa al presidente della Regione Siciliana e all’assessore regionale del Territorio e dell’Ambiente, coinvolgendo anche il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, il presidente della IV Commissione legislativa dell’ARS, il prefetto di Siracusa, l’ISPRA, la Soprintendenza e l’assessore regionale all’Energia e ai Servizi di pubblica utilità. Parallelamente, il vicepresidente del Libero Consorzio comunale di Siracusa, ha presentato un ordine del giorno urgente che sarà sottoposto all’esame del Consiglio provinciale. «Serve una posizione istituzionale condivisa – ha spiegato Pietro Rosa – coinvolgendo anche i 21 Comuni del Libero Consorzio, con particolare attenzione a Noto, Canicattini Bagni, Avola e Siracusa, i cui territori risultano direttamente interessati».
«La tutela del nostro patrimonio ambientale – ha continuato il vicepresidente della Provincia – non può essere lasciata alla sola iniziativa dei cittadini o dei singoli Comuni. È necessario che le istituzioni facciano la propria parte, mettendo in campo ogni azione utile e legittima per verificare la compatibilità dell’intervento e tutelare il territorio».
Pietro Rosa richiama, infine, l’esperienza di Santo Lio, dove la mobilitazione del comitato locale e la determinazione di cittadini e cittadine impegnati nella difesa del patrimonio storico e ambientale hanno dimostrato il valore della partecipazione e del lavoro di rete. «Da quell’esperienza dobbiamo ripartire. Quando cittadini, comitati e istituzioni lavorano insieme, è possibile contrastare decisioni che rischiano di compromettere il patrimonio delle nostre comunità. La vicenda di Stallaini richiede responsabilità, determinazione e unità d’intenti. La salvaguardia di quel tratto di territorio è una battaglia che riguarda tutti noi e che dobbiamo portare avanti con azioni in tutte le sedi competenti».












