Servizio idrico, Cannata(FdI): “Chiarezza su Aretusacque, gli atti all’Anticorruzione”

 Servizio idrico, Cannata(FdI): “Chiarezza su Aretusacque, gli atti all’Anticorruzione”

Interrogativi sulla natura giuridica di Aretusacque, tali da chiedere chiarezza sulle procedure di vigilanza.  Li manifesta, insieme alle preoccupazioni espresse nei mesi scorsi, il parlamentare Luca Cannata di Fratelli d’Italia.

“Le preoccupazioni che abbiamo espresso nei mesi scorsi sulla gestione del servizio idrico integrato trovano oggi ulteriori motivi di allarme-spiega il deputato di maggioranza- Alle criticità e ai disservizi denunciati dai cittadini si aggiunge una questione ancora più delicata: la natura giuridica di Aretusacque e il sistema di controlli su una società chiamata a gestire un bene pubblico essenziale per i prossimi trent’anni”. Cannata interviene così sulle posizioni assunte dal consiglio di gestione di Aretusacque, secondo cui la società non sarebbe qualificabile come soggetto a controllo pubblico. “È proprio attraverso le interrogazioni e le richieste di accesso agli atti che ho promosso nei mesi scorsi che è emersa questa ulteriore e delicata questione – sottolinea -. Un’attività di approfondimento e controllo che ha consentito di portare alla luce la posizione assunta sulla natura giuridica di Aretusacque e di sollevare interrogativi fondamentali sulle regole che devono disciplinare la gestione del servizio idrico. Una questione che ho già sollevato pubblicamente anche ad Augusta, in occasione della consegna dei lavori del depuratore, richiamando la necessità di garantire la natura pubblica del servizio e regole chiare nella gestione. Non si tratta di una questione formale, ma di capire se siano pienamente garantiti il controllo pubblico, la trasparenza e il rispetto delle norme sugli affidamenti e sulla gestione delle risorse. È una posizione che solleva interrogativi gravissimi e che non può essere liquidata come una semplice questione interpretativa. Non è accettabile che una società costituita per gestire il servizio idrico dei nostri Comuni possa sottrarsi, sulla base di una propria interpretazione, alle regole e ai controlli eventualmente previsti dalla legge. Occorre fare piena luce sulle modalità di affidamento dei lavori, sugli investimenti, sugli obblighi di trasparenza e sulle procedure di vigilanza”. Per questo Cannata chiede che tutti gli atti, a partire dallo statuto, dai patti parasociali, dal contratto di servizio e dalle determinazioni degli organi societari, siano immediatamente trasmessi all’Anac, l’Autorità Nazionale Anticorruzione, affinché venga verificata la corretta applicazione della normativa e siano accertate eventuali violazioni: “Non possono essere gli stessi soggetti coinvolti nella gestione a stabilire, senza un adeguato vaglio, quali controlli debbano essere applicati”.
Cannata richiama anche le recenti denunce del Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente, che ha sollecitato l’intervento della Regione Siciliana sui disservizi idrici e sull’attività di vigilanza dell’ATI. “”Le segnalazioni dei cittadini di Ortigia e della Borgata dimostrano quanto sia urgente affrontare concretamente i problemi del servizio. Interruzioni, pressione insufficiente e difficoltà nell’erogazione richiedono risposte immediate. Occorre fare chiarezza sugli interventi programmati, sui tempi di realizzazione degli investimenti e sulle garanzie previste per assicurare un servizio efficiente, continuo e tariffe eque e sostenibili. I cittadini hanno diritto a risposte concrete, non a ulteriori incertezze – stigmatizza -. Chiedo pertanto la convocazione urgente dell’Assemblea dei Sindaci dell’ATI, affinché tutti i Comuni siano messi nelle condizioni di conoscere integralmente gli atti, approfondire la questione e assumere le determinazioni necessarie. Non è possibile continuare a procedere senza un confronto pieno e trasparente su scelte che condizioneranno il futuro delle nostre comunità per decenni. Il momento delicato che attraversano le istituzioni cittadine impone ancora maggiore rigore, trasparenza e capacità di dare risposte. La fiducia dei cittadini si ricostruisce attraverso comportamenti chiari, controlli effettivi e responsabilità amministrative ben definite. Su questioni di questa portata non possono esserci ambiguità né ulteriori rinvii. Anche il progressivo trasferimento delle gestioni e degli impianti negli altri Comuni della provincia deve avvenire con regole certe e garanzie adeguate. Il coinvolgimento del socio privato deve tradursi in investimenti, efficienza e miglioramento del servizio, senza compromettere la tutela dell’interesse pubblico e il ruolo di controllo delle istituzioni territoriali. L’acqua non è una questione di maggioranza o opposizione, ma un diritto dei cittadini. Non ci interessa alimentare polemiche, ma garantire che ogni scelta sia trasparente, ogni euro investito produca risultati e ogni famiglia possa contare su un servizio efficiente e su tariffe eque e sostenibili. Chiediamo chiarezza, l’intervento dell’Anac e un’assunzione di responsabilità da parte dell’Ati. L’acqua è un bene pubblico e tale deve restare nella sua tutela e nelle sue finalità. Su questo non faremo alcun passo indietro”.

 

 

Potrebbe interessarti