Truffe a parrocchie e conventi, anche quattro siracusani interrogati nell’inchiesta di Torino
Quattro persone originarie della provincia di Siracusa sono finite coinvolte in un’inchiesta della Procura di Torino su una presunta rete di truffe ai danni di istituti religiosi. Complessivamente sono dieci gli indagati nell’indagine condotta dalla Guardia di finanza di Cremona, che ipotizza l’esistenza di un’associazione per delinquere specializzata nel raggirare esponenti del clero.
Nel corso degli interrogatori, i quattro – tre uomini e una donna – avrebbero sostanzialmente respinto le contestazioni mosse nei loro confronti. La loro posizione, al pari di quella degli altri indagati, resta al vaglio dell’autorità giudiziaria.
Secondo la ricostruzione accusatoria, il sistema si sarebbe basato su contatti telefonici con sacerdoti e altri rappresentanti di istituzioni religiose. I presunti truffatori si sarebbero presentati come funzionari pubblici o operatori bancari, sostenendo che sui conti degli enti fossero stati accreditati per errore dei soldi. Alle vittime sarebbe stato quindi chiesto di restituire le somme attraverso ricariche su carte prepagate.
Il denaro raccolto sarebbe stato successivamente prelevato oppure trasferito mediante servizi internazionali di rimessa. Un meccanismo che, secondo gli investigatori, avrebbe consentito di movimentare le somme sottratte attraverso diversi canali.
Gli episodi ricostruiti nell’inchiesta si sarebbero verificati in diverse regioni italiane. Tra i presunti obiettivi del gruppo figurerebbero parrocchie, monasteri e conventi: in alcuni casi i tentativi di raggiro non sarebbero andati a buon fine, mentre in altri gli enti religiosi avrebbero versato somme anche di migliaia di euro.
L’ipotesi di reato è quella di associazione per delinquere finalizzata alle truffe.













