Servizio idrico, Cannata come un treno: “Non accetto lezioni da Italia e difendo le scelte ad Avola”

 Servizio idrico, Cannata come un treno: “Non accetto lezioni da Italia e difendo le scelte ad Avola”

“Italia apre bocca e risponde con arroganza a chi gli chiede conto dei disservizi. Ma le sue parole non riparano le condotte e attaccare il sottoscritto non restituisce l’acqua alle famiglie. È sindaco di Siracusa e presidente dell’ATI: si assuma le responsabilità di entrambi gli incarichi e mostri finalmente risultati. La sua gestione ha dimostrato inadeguatezza e incapacità di dare risposte”. Così Luca Cannata, deputato di Fratelli d’Italia, nella sua contro-replica che segna un nuovo capitolo della diatriba a colpi di comunicati stampa sul momento del servizio idrico a guida Aretusacque. “Italia non può comportarsi come un semplice osservatore che chiede spiegazioni e attende risposte. Deve indicare quali prescrizioni siano state impartite, quali scadenze fissate, quali risultati ottenuti e quali iniziative intenda assumere davanti agli inadempimenti”, aggiunge prima di affrontare i nodi relativi ad Avola, gettati nell’agone dal presidente dell’Ati. “Ho fatto il sindaco e so cosa significa amministrare, affrontare i problemi e assumersi le responsabilità. Il lavoro svolto e la trasformazione della città sono sotto gli occhi di tutti. Se Italia vuole qualche lezione su come si amministra, sono disponibile: ma dovrebbe almeno essere disposto ad ascoltarla. Sui contatori non abbiamo nascosto nulla. Nel 2021 la mia amministrazione avviò un progetto mettendo gratuitamente a disposizione i misuratori, con adesioni purtroppo limitate. Abbiamo chiesto che l’installazione generalizzata fosse programmata e finanziata nell’ambito del servizio idrico provinciale, proprio per evitare di indebitare il Comune o scaricare ulteriori costi sulle famiglie. Tutelare i cittadini significa anche questo: ottenere gli investimenti da chi deve programmarli e realizzarli”.
L’attuale sindaco di Avola, Rossana Cannata, ha contestato fin dall’inizio le modalità e le scelte dell’Ati presieduta da Italia, chiedendo coinvolgimento dei Comuni, trasparenza sui costi e certezze sugli investimenti. Sui contatori ha chiesto tempi, condizioni e risorse per completarne l’installazione senza scaricare ulteriori oneri sulle famiglie. “Italia oggi usa contro Avola proprio il problema sul quale gli chiediamo risposte da mesi. Indichi allora il programma: quanti contatori, con quali finanziamenti e in quali tempi? Non può trasformare le richieste rimaste senza risposta in un’accusa contro chi le ha avanzate. Quanto ai tre progetti esclusi, avevo già contestato le inefficienze dell’Ati nel coordinamento e nella gestione della procedura, richiamando la documentazione che risultava trasmessa dal Comune e chiedendo chiarezza sui passaggi successivi. Italia non può limitarsi a citare l’esclusione per attribuirne automaticamente la responsabilità ad Avola, evitando di rendere conto dell’attività dell’organismo che presiede. Si dichiara disponibile a confrontare protocolli e allegati? Bene: pubblichi il fascicolo completo dell’Ati, con richieste, riscontri, integrazioni e documentazione effettivamente inoltrata alla Regione. Accertiamo chi doveva predisporre cosa, chi ha trasmesso cosa e in quali tempi, comprese le attività di verifica e coordinamento che spettavano all’Ati. La trasparenza si esercita pubblicando le carte, non selezionando quelle utili alla polemica. Sulle tariffe, gli uffici comunali rendano disponibili gli atti richiamati e ogni elemento necessario alla verifica. La chiarezza vale per tutti, senza eccezioni. Ma le contestazioni e i procedimenti ancora aperti non possono diventare sentenze politiche confezionate dal presidente dell’Ati contro un Comune che ha contestato le sue scelte. Resta soprattutto la questione che Italia tenta di diluire: quali regole vengono concretamente applicate ad Aretusacque? Quali verifiche sono state svolte sugli affidamenti e sui costi? Quali documenti sono stati messi a disposizione dei sindaci? Un parere favorevole al controllo pubblico deve tradursi in comportamenti verificabili. E la ricognizione deliberata il 3 novembre deve chiarire anche ciò che è stato fatto finora: procedure, lavori, spese e controlli”.
Cannata invita quindi Italia ad utilizzare gli strumenti a disposizione dell’Ati ispezioni ed esami documentali presso Aretusacque. “Dica quando li ha utilizzati, con quali esiti e quali conseguenze. Sui depositi cauzionali, renda conoscibili i risultati delle verifiche e le eventuali rettifiche dovute agli utenti. Sui guasti e sulle interruzioni, presenti scadenze e interventi: elencare le cause non basta a garantire il servizio”.
Per niente disposto a contribuire ad abbassare i toni dello scontro, Luca Cannata sgancia ancora un attacco su Francesco Italia. “Di queste inefficienze deve assumersi la responsabilità politica insieme alla squadra che ne sostiene e condivide le scelte. Italia non cerchi alibi. Ai rubinetti di Siracusa arrivi l’acqua e ai cittadini arrivino finalmente risposte documentate su costi, lavori e responsabilità. Dei suoi comunicati i cittadini non sanno che farsene: hanno bisogno di un servizio che funzioni”.

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