Stato di agitazione alla Vigilanza Italia nelle sedi Asp, l’azienda: “Ricostruzione imprecisa e allarmistica”

 Stato di agitazione alla Vigilanza Italia nelle sedi Asp, l’azienda: “Ricostruzione imprecisa e allarmistica”

“Una ricostruzione imprecisa e allarmistica quella che emerge dalle dichiarazioni della Fisascat Cisl”. La Vigilanza Italia, ditta a cui è affidato il servizio di portierato delle sedi Asp, replica al sindacato di categoria, che ha annunciato oggi lo stato di agitazione dei dipendenti in risposta a quello che viene definito “il silenzio dell’azienda sui mancati pagamenti degli stipendi di novembre e dicembre”. L’amministratore Unico, Assurda Zuppardi chiarisce alcuni aspetti della vicenda, raccontata, secondo la ditta, in maniera “non pienamente aderente alla realtà”.
“Contrariamente a quanto affermato-spiega l’amministratore unico Zuppardi- i lavoratori interessati non sono trenta, bensì circa 19 operatori fiduciari, alcuni dei quali hanno già ricevuto acconti. Si tratta di un dato facilmente verificabile, che avrebbe meritato maggiore attenzione e accuratezza prima di essere diffuso pubblicamente.
Per quanto riguarda il presunto mancato pagamento degli stipendi di novembre e dicembre 2025-aggiunge l’amministratore della Vigilanza Italia srl- è doveroso precisare che le retribuzioni vengono elaborate entro il giorno 15 del mese successivo ed erogate entro il 25 . Pertanto, la mensilità di dicembre 2025 non risulta ancora maturata né esigibile e non può, in alcun modo, essere qualificata come stipendio non pagato.In merito alla mensilità di novembre 2025, l’azienda ha comunicato con chiarezza ai lavoratori interessati il ritardo, scusandosi e impegnandosi a procedere al pagamento entro 15 giorni dalla scadenza. In questo contesto, una serie di comunicati stampa dai toni accusatori non ha contribuito a chiarire la situazione, mentre sarebbe stato sufficiente verificare lo stato dei pagamenti delle fatture presso l’ASP di Siracusa per comprendere le difficoltà oggettive e gli sforzi compiuti dall’azienda.
Del tutto non corrispondenti al vero risultano inoltre-prosegue Zuppardi- le affermazioni relative alla tredicesima e quattordicesima mensilità. La loro rateizzazione in busta paga non è frutto di una decisione unilaterale, ma discende da uno specifico accordo sindacale sottoscritto, applicato regolarmente da oltre sette anni, senza che la sua legittimità sia mai stata formalmente contestata, nemmeno dalla CISL Fisascat presente in azienda da alcuni mesi”.
Secondo la società “risulta quindi infondata l’accusa di assenza di accordi. Tale meccanismo è conosciuto da tutti i lavoratori, i quali sanno che la sua applicazione è facoltativa e che i ratei vengono comunque erogati in forma anticipata rispetto alla naturale scadenza. Nessun lavoratore ha mai richiesto il pagamento in unica soluzione”.
L’amministratore unico esprime preoccupazione per “il clima che si sta cercando di alimentare tramite comunicazioni pubbliche dai toni esasperati e la diffusione mensile di elenchi di lavoratori indicati come da “pagare prioritariamente” in quanto iscritti al sindacato. Un simile approccio risulta inopportuno e contrario al principio di parità di trattamento tra i dipendenti.
I lavoratori non hanno bisogno di slogan né di rappresentazioni drammatiche della realtà, ma di chiarezza, rispetto degli accordi sottoscritti e senso di responsabilità da parte di tutti gli interlocutori, incluse le organizzazioni sindacali.L’azienda-conclude la nota- pur consapevole delle difficoltà esistenti e senza mai sottrarsi al confronto, ribadisce la propria disponibilità al dialogo, anche nelle sedi istituzionali competenti, incluso il tavolo prefettizio, purché tale confronto si basi su fatti reali e verificabili, nel comune interesse dei lavoratori e della continuità di un servizio essenziale svolto all’interno delle strutture ospedaliere”.

 

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