“Ai Confini”: la mostra di Massimo Cappuccio che racconta angoli di mondo

 “Ai Confini”: la mostra di Massimo Cappuccio che racconta angoli di mondo

Una mostra fotografica, che racconta attraverso una serie di scatti- volti, luoghi, persone- angoli del mondo, terre remote, popoli che abitano il limite. Sarà inaugurata il 18 aprile per restare visitabile fino al 31 maggio “Ai Confini” del fotografo Massimo Cappuccio, con il patrocinio del Comune di Siracusa. Sarà ospitata nei locali dell’ex Liceo Gargallo, in Ortigia.
35 anni fa- era giugno del 1991- tre ragazzi siracusani partirono in bicicletta da Capo Passero con un obiettivo ambizioso: raggiungere Capo Nord, l’estremo settentrionale dell’Europa.
Fu un viaggio lungo e faticoso, durato circa tre mesi, durante il quale portarono con sé un omaggio dell’allora sindaco di Siracusa destinato al sindaco di Capo Nord. Un gesto semplice, ma carico di significato.
Fu, soprattutto, una grande esperienza di vita. Uno di quei tre ragazzi non ha mai più smesso di viaggiare. Ha attraversato, nel tempo, il mondo in lungo e in largo, visitando oltre 80 Paesi e trasformando progressivamente la passione per il viaggio, la fotografia e il racconto in qualcosa di più di un interesse personale.
Massimo Cappuccio, oggi alla soglia dei sessant’anni, è fotografo e autore.
Nel corso della sua carriera ha pubblicato più di 80 articoli su riviste internazionali dedicate all’outdoor e al viaggio, costruendo uno sguardo che unisce esperienza diretta, ricerca e narrazione.
Oggi questo percorso trova sintesi in Ai Confini, la sua prima mostra personale.
Dal 18 aprile al 31 maggio 2026, negli spazi dell’ex Liceo Gargallo a Ortigia (Siracusa), sarà visitabile Ai Confini, un progetto che nasce da oltre trent’anni di viaggi, esplorazioni e incontri, e che prende forma in un racconto visivo dedicato ai luoghi e alle comunità che vivono ai margini del mondo contemporaneo — geografici, culturali e umani.
Ci sono luoghi in cui il tempo sembra scorrere con un ritmo diverso. E popoli che, pur attraversando il presente, continuano a custodire un equilibrio antico, fatto di adattamento, resistenza e relazione profonda con l’ambiente. Ai Confini è un viaggio dentro questi spazi.
Dalle alte quote dell’Himalaya e del Karakorum, alle steppe ghiacciate della Siberia, fino ai deserti africani e alle coste dell’Oceano Indiano, la mostra attraversa territori estremi e racconta comunità che abitano il limite — climatico, geografico, ma anche culturale.
Non è un lavoro etnografico, né un semplice reportage di viaggio.
È piuttosto una ricerca visiva che prova a restituire il senso della presenza umana in contesti dove tutto appare essenziale.
Ogni immagine nasce da un tempo lento, da un incontro reale, da una relazione costruita sul campo. Il percorso espositivo si articola come un attraversamento: una sequenza di immagini che mette in relazione ambienti e volti, paesaggi e gesti quotidiani.
Non c’è una gerarchia tra luoghi e persone: tutto contribuisce a costruire una narrazione fatta di contrasti e continuità.
Dalle temperature estreme della tundra in Siberia alle dune desertiche, dai villaggi himalayani oltre i 3.500 metri fino alle comunità nomadi e costiere, emerge un filo comune: la capacità di vivere in equilibrio con condizioni spesso limite. La mostra include immagini realizzate in diversi contesti del mondo, tra cui Himalaya (Sherpa e Nubri), Karakorum (Hunza),Siberia (popolazioni Nenets), Africa australe.

 

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