Appalti pubblici e affidamenti diretti, convegno del Pd ad Avola, tra opportunità e criticità normative
Gli appalti pubblici e gli affidamenti diretti al centro di un convegno che si è tenuto ad Avola.
Aperto dalla relazione del Segretario cittadino del Pd, Nino Amato è stata l’occasione per ripercorrere le tappe fondamentali dell’evoluzione legislativa italiana in materia, partendo dalla legge Merloni ter numero 415 del 1998 e richiamando i principi sanciti dalla legge Bassanini del 1997 e dalla legge 109 del 1994, con particolare enfasi sulla netta e definitiva separazione delle responsabilità tra l’indirizzo politico e la gestione amministrativa nell’esecuzione delle opere e dei servizi pubblici, nel rispetto dell’articolo 97 della Costituzione,passando per il Codice dei Contratti , alla legge Severino del 2012 , fino ad arrivare alla disciplina tecnica vigente introdotta dal recente Codice dei Contratti Pubblici del 2023. Particolarmente approfondito è stato l’intervento dell’avvocato Salvatore Bianca, già componente dell’Avvocatura del Comune di Siracusa, che ha svolto una lectio magistralis sui presupposti giuridici dell’affidamento diretto a un singolo operatore economico senza previa procedura comparativa, evidenziando come tale modalità rappresenti una via autonoma rispetto ai consueti procedimenti aperti, ristretti o negoziati. La misura, da provvisoria divenuta strutturale nel nuovo codice, si applica sia sopra che sotto le soglie comunitarie, con i limiti di valore elevati da 40.000 a 150.000 euro, ponendosi tuttavia come opzione eccezionale e in deroga alle ordinarie dinamiche di libera concorrenza e mercato. Sulle criticità applicative si sono soffermati i parlamentari presenti. Il deputato regionale Tiziano Spada ha denunciato l’uso invalso e improprio del frazionamento delle opere in lotti di valore contenuto al solo fine di eludere i limiti normativi ed evitare le gare, mentre il Senatore Antonio Nicita ha richiamato l’attenzione sul ricorso abusivo alle proroghe contrattuali che finisce per privilegiare sistematicamente i gestori uscenti a scapito dell’evidenza pubblica. L’incontro ha fatto emergere con chiarezza la presenza di rilevanti falle nel sistema di prevenzione delle infiltrazioni criminali, aggravate da persistenti carenze di organico e problemi organizzativi che limiterebbero l’efficacia dei controlli previsti dalla legge. A conclusione dei lavori, il Segretario provinciale del PD Piergiorgio Gerratana ha evidenziato il forte valore politico del dibattito, ribadendo che la piena trasparenza e la garanzia dell’accesso agli atti amministrativi costituiscono i veri pilastri democratici a tutela di una pubblica amministrazione corretta ed efficiente.












