• Augusta. Via allo sciopero dei lavoratori pulizia della Marina Militare. MariSicilia: "non dipende da noi"

    Oggi primo dei tre giorni di sciopero indetto della Filcams Cgil di Siracusa per i lavoratori delle pulizie e sanificazione della Marina Militare di Augusta. Braccia incrociate fino al 12 febbraio con manifestazione e sit-in dei lavoratori presso la base Terravecchia. Tutta colpa di un nuovo taglio del 20% sul canone dei servizi da parte del Ministero della Difesa. L’adesione, secondo la Filcams Cgil di Siracusa, è stata del 100 per cento dei lavoratori.  I dipendenti  hanno manifestato davanti la base di Terravecchia ad Augusta, inevitabili i disagi alla circolazione a causa del rallentamento che hanno subito i veicoli in entrata alla base, con i conseguenti ingorghi stradali. Solidarietà da parte della cittadinanza e dei lavoratori della Marina in transito, che hanno pazientemente atteso la fine della protesta. Il comando della Marina militare di Augusta ha convocato per domani mattina un incontro con i sindacati. “La tensione tra i lavoratori e’ altissima .- spiega il segretario provinciale Filcams Cgil, Stefano Gugliotta – perché questo ulteriore taglio e’ insostenibile quanto incomprensibile stante l’attuale solidarietà del 50 per cento in atto che è’ già al massimo di quella consentita dalla legge . Nonostante la convocazione da parte dell’ammiraglio il presidio e lo sciopero continua, ma non ci sottrarremo al confronto, e confidiamo che il comando marina Miliatre di Augusta domattina ci possa dare notizie che possano tranquillizzare i lavoratori che ricordiamo, hanno salario di poche centinaia di euro mensili e quindi non in grado di sopportare ulteriori tagli che negli ultimi 4 anni hanno sommato e sottratto oltre il 75% del salario dei lavoratori. “. Il Comando Militare Autonomo in Sicilia – tirato in ballo dal sindacato – ha fatto comunque  sapere che “non rientra nelle le proprie pertinenze stabilire le quote da assegnare per i suddetti servizi e che comunque la riduzione rientra in quella più ampia dei fondi assegnati alla Forza Armata”.

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