Baby gang, risse, abusi. Allarme sicurezza, Siracusa chiama lo Stato: “Più forze dell’ordine”

 Baby gang, risse, abusi. Allarme sicurezza, Siracusa chiama lo Stato: “Più forze dell’ordine”

C’è un problema sicurezza a Siracusa. Tra abusi ed impunità, aumentano le segnalazioni su episodi – piccoli e grandi – di violenza urbana. Motorini che sfrecciano alla Marina, schiamazzi fino a notte fonda alla Pizzuta, baby gang e risse anche a colpi di casco. Persino una tranquilla passeggiata di sabato sera, nel centro storico, può trasformarsi in una disavventura per una famiglia, se solo incappa nel famoso posto sbagliato al momento sbagliato.
“La sensazione di insicurezza è diffusa, in ogni parte della città”, deve ammettere il sindaco di Siracusa, Francesco Italia. Non ci sono più controlli? “Il tema è più complesso e di respiro nazionale. Ci troviamo in un momento in cui le risorse umane sono molto limitate. E non parlo solo della Polizia Municipale che, peraltro, può occuparsi di ordine pubblico solo su delega del Questore. Anche le forze dell’ordine sono ridotte all’osso”, dice il primo cittadino.
Sono aumentati gli impegni – sbarchi, immigrazione, contrasto allo spaccio – ma gli uomini ed i mezzi a disposizione sono rimasti quegli degli anni passati. “Sia ben chiaro, da cittadino so che le forze dell’ordine sono il nostro principale alleato. Ma è chiaro che anche loro possono fare quanto è possibile con le risorse che hanno. Non è un problema di Siracusa, ma di tutta Italia”. Ecco perchè la soluzione non può che passare da Roma. “Invito i nostri deputati nazionali a fare pressione sul governo, affinchè vengano messe in campo quelle azioni necessarie per far sentire sicuri i siracusani. Polizia e Carabinieri hanno problemi di organico e li ringrazio per tutti gli sforzi che conducono. Ma abbiamo bisogno che lo Stato sia più presente sul nostro territorio. La sicurezza è necessità primaria”.
La giovane età dei protagonisti di molti eccessi che turbano l’ordine sociale (ed in alcuni casi anche pubblico) solleva però anche un altro tema: il ruolo delle famiglie. “Condivido l’appello lanciato nei giorni scorsi dal sindaco di Floridia, Marco Carianni”, dice al riguardo Italia. “Le famiglie devono collaborare. Mi chiedo, questi ragazzi hanno dei genitori? Certo che si, facciano allora la loro parte. Sanno chi frequentano i loro figli e cosa fanno quando sono fuori? Ne tollerano e approvano comportamenti e azioni? Ho decine di lettere di genitori sconfortati. Il loro senso di frustrazione davanti alle azioni di baby gang ed al sopruso in genere è lo stesso mio. Un sindaco, in questa situazione, può fare poco. Chiudo una strada, due strade, tre strade: ma poi i gruppi si sposteranno altrove. Non li fermo così. Lo Stato faccia sentire la sua presenza anche a Siracusa e stia dalla parte delle forze dell’ordine”.

 

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