• Bar al Maniace, il Tar e le difformità: “non poteva essere edificato così ed in quel luogo”

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    Incerta è, dopo la sentenza del Tar, la sorte del bar del Maniace. Al momento è chiuso e tale rimane, almeno per il momento. Aperto invece il cancello che conduce alla ex piazza d’Armi dove la grande struttura è stata allestita ma in maniera difforme rispetto a quanto previsto ed autorizzato, come messo nero su bianco dai giudici della Prima Sezione del tribunale amministrativo.
    “E’ una sentenza che riconosce la validità dei motivi alla base della nostra azione”, spiegano oggi Nicoletta Piazzese, Salvo Salerno e Corrado Giuliano. Due anni fa, quando questa intricata vicenda prendeva forma, furono i primi – ed in in più occasioni – a denunciare percorsi e situazioni poco chiare.
    Comprese le differenze tra l’opera realizzata ed il progetto originario. “E non sono differenze irrilevanti, come qualcuno ci diceva. Anche il Tar, sulle censure relative alle altezze di un’opera di quel tipo e costruita in quel luogo di pregio, le ha definite essenziali”, spiega l’avvocato Nicoletta Piazzese.
    “Quel bar non poteva essere edificato in quel posto ed in quel modo”, taglia corto Salvo Salerno, promotore dei comitati di tutela di Ortigia. “A nostro avviso è una vicenda nata male, perchè si è autorizzato quello che non si poteva autorizzare”, aggiunge. Quanto ad altri aspetti della vicenda, il Tar ha trasmesso gli atti in procura a Siracusa. “E non è vero che si tratta di una prassi”, sottolinea l’esperto legale Corrado Giuliano.

    Intanto ora si aspettano le mosse del Comune di Siracusa e della Soprintendenza. Il Tar ha rigettato il ricorso presentato dal privato che gestisce l’area e pertanto i provvedimenti emessi dalle due amministrazioni tornano pienamente efficaci. Difficile pensare allora che possano restare alla finestra. La demolizione del bar appare comunque ipotesi ancora lontana.

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