Caro carburante, Auteri: “Basta passerelle e bonus tardivi, serve un tavolo Governo-Regione”
Un tavolo tra il Governo siciliano e quello nazionale, con il coinvolgimento dei ministeri competenti, per individuare misure capaci di incidere nell’immediato sui costi sostenuti dalle imprese.
Questa secondo il deputato regionale Carlo Auteri l’unica strada utile per affrontare il tema del caro carburante.
“Le imprese siciliane non possono aspettare mesi per ricevere un contributo mentre ogni giorno devono fare rifornimento per continuare a lavorare-dice il parlamentare regionale- Non serve un nuovo disegno di legge regionale per affrontare un’emergenza che richiede risposte immediate. Serve un intervento concreto dei governi regionale e nazionale per incidere sui costi del carburante”. Auteri interviene dunque sulle proteste che stanno coinvolgendo agricoltori, allevatori, pescatori e autotrasportatori in Sicilia, con particolare riferimento ai presidi nella zona industriale tra Augusta, Priolo e Melilli.
“Comprendo le ragioni di chi protesta perché parliamo di aziende che stanno sostenendo costi ormai difficilmente compatibili con la prosecuzione delle attività – sottolinea Auteri -. Ma bisogna avere il coraggio di dire che gli sgravi e i bonus che arriveranno tra diversi mesi non risolvono il problema di oggi. Il gasolio viene acquistato quotidianamente, i mezzi devono circolare, i trattori devono lavorare e i pescherecci devono uscire in mare. Un contributo futuro non abbassa il prezzo del carburante che queste imprese devono pagare adesso”.
Il parlamentare regionale interviene anche sulle iniziative annunciate da alcuni amministratori locali, che hanno promosso incontri e documenti da sottoporre alle istituzioni.
“Non servono iniziative di facciata che rischiano soltanto di allungare i tempi – prosegue Auteri -. La solidarietà a chi protesta non può esaurirsi in una fotografia o nella consegna di un documento. Occorre individuare chi ha realmente gli strumenti per intervenire e chiedergli di assumersi immediatamente questa responsabilità”.
Da qui la proposta di aprire un confronto diretto tra Palermo e Roma: “Chiedo che venga convocato con urgenza. È a quel livello che devono essere valutati gli interventi possibili, anche sul piano fiscale e delle misure straordinarie, nel rispetto delle competenze e della normativa vigente. Tutto il resto rischia di essere superfluo rispetto alla necessità di dare una risposta adesso. Il confronto tra Regione e Governo nazionale deve partire subito, perché le aziende hanno bisogno di continuare a lavorare oggi, non tra dieci mesi”.












