• Cerimonia per Eligia e Giulia Ardita, il centro antiviolenza non invitato. E’ polemica: “grave ignorarci”

    La polemica scoppia a poche ore dall’arrivo del ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, a Siracusa. Nel tardo pomeriggio scoprirà la targa che dedica alla memoria di Eligia e Giulia Ardita, vittime di femminicidio, la scuola di via Calatabiano. Una cerimonia a cui parteciperanno anche il presidente della Regione, Musumeci, il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, ed il prefetto Giusi Scaduto. Ma non il Centro Antiviolenza Ipazia, non invitato all’appuntamento. E la portavoce Daniela La Runa non le manda a dire, in una lettera all’indirizzo della Prefettura di Siracusa.
    “Abbiamo appreso per puro caso, dalla stampa locale, che a Siracusa verrà inaugurata una scuola intitolata a Eligia e Giulia Ardita. Ci lascia fortemente amareggiate la circostanza che il nostro centro antiviolenza, presidio territoriale contro la violenza di genere e da quasi un ventennio schierato in prima linea nella lotta contro i femminicidi, non sia assolutamente stato coinvolto in tale iniziativa.
    Non possiamo sottacere la vivida sensazione di essere state escluse da un evento che, a parer nostro, avrebbe invece dovuto vederci schierate accanto la famiglia Ardita, così come lo siano state nel corso del processo promosso contro il marito di Eligia Ardita, in cui il centro antiviolenza Ipazia si è costituito parte civile avendone piena legittimazione”, si legge nelle prime righe della lunga missiva, ribaltata anche sui social.
    “Essere ignorati in un evento che proprio di violenza di genere tratta (…) vuol dire ignorare chi della lotta fattiva alla violenza di genere ha fatto il proprio scopo di vita, diventando nodo operativo fondamentale per la città di Siracusa. E possiamo affermare senza tema di smentita che se nel corso di questo ultimo ventennio non ci fossimo state noi ad accogliere di giorno e di notte le vittime di violenza ricoverandole in luoghi di fortuna, cibandole ed assistendole prima di farle andare in luoghi sicuri, e tutto ciò da volontarie senza mai percepire alcun compenso, oggi forse le scuole intitolate alla vittime di femminicidio sarebbero molte di più”. E’ un altro passaggio della amara lettera che il Centro Antiviolenza ha indirizzato alla Prefettura di Siracusa.
    Daniela La Runa spiega che loro, le volontarie, parteciperanno comunque all’appuntamento. A distanza, confuse tra la gente “perchè nessuno ci ha volute ufficialmente e nessuno si prenderà la briga di ricordare l’esistenza e l’importanza dei centri antiviolenza”.
    Lo strappo è consumato. “Sappiamo che le istituzioni si ricorderanno molto bene di noi quando sarà necessario bussare alla nostra porta per accogliere qualche donna che non si sa dove collocare, e non importa se sarà la mezzanotte del 24 Dicembre o il 15 Agosto perchè Ipazia non chiuderà mai le porte a nessuno, come ha sempre fatto. Per noi, invece, le porte sono state chiuse proprio da quelle Istituzioni a cui spesso veniamo in ausilio”.

    freccia