Cinghiali e Parco degli Iblei, l’associazione venatoria: “Due facce dello stesso, unico paradosso”
Emergenza cinghiali e istituzione del Parco degli Iblei. Cosa hanno in comune queste due vicende? Secondo Marisa Calafiura, la presidente regionale dell’associazione Caccia Libera, sono le due facce di un paradosso tutto siciliano. Da un lato, con sentenza del Tar, si vincola una area vastissima che ingloba tre province per istituire un parco nazionale con vincoli su azioni e attività – come la caccia – e dall’altro si chiede lo stato di emergenza per dare carta bianca ai selettori chiamati a contrastare la proliferazione dei cinghiali. La presidente Calafiura lancia quindi un appello all’Assessorato regionale dell’Agricoltura affinché promuova il ricorso al Cga, il Consiglio di Giustizia Amministrativa, per impugnare la sentenza e difendere l’autonomia gestionale della Regione Siciliana.
Sul fronte dell’emergenza cinghiali, Calafiura punta il dito su quella che definisce una palese contraddizione. Il sindaco di Palazzolo Acreide, comune ricadente nell’area interessata dal futuro parco, ha di recente lanciato l’allarme sulla crescente presenza di ungulati nel territorio, ipotizzando la richiesta dello stato di emergenza. Eppure lo stesso primo cittadino – attaccano dall’associazione venatoria – figura tra i sostenitori dell’istituzione del Parco degli Iblei. “Come si concilia la denuncia di un’emergenza legata alla fauna selvatica con il sostegno a uno strumento che, per sua natura, prevede ampie aree interdette all’attività venatoria?”, chiede la presidente.
La risposta, per Calafiura, non sta nelle misure straordinarie ma negli strumenti già disponibili. Nella sola provincia di Siracusa opererebbero attualmente circa cinquanta coadiutori abilitati al controllo della fauna selvatica, figure formate e pronte a intervenire nell’ambito delle procedure ordinarie previste dalla legge. Prima di invocare stati di emergenza, occorre dunque verificare se quegli strumenti siano stati realmente attivati e coordinati dagli enti competenti.
“I cinghiali non compaiono all’improvviso”, conclude la presidente. Ma agli agricoltori, agli allevatori e ai cittadini spettano risposte chiare. “Prima degli slogan, servono coerenza e una strategia concreta per la gestione del territorio e della fauna selvatica”.
foto creata con strumenti di IA













