• Commercio, l’anno nero: il covid frena i consumi, 9mila imprese siracusane a rischio chiusura

    Il Covid ha prodotto molteplici danni. Affossando i consumi, sta conducendo alla chiusura più di 390mila imprese del commercio in Italia, ad esempio. La stima è di Confcommercio che, con il suo studio, prevede per la provincia di Siracusa una perdita di circa 9mila imprese, la stragrande maggioranza collegate al turismo.
    Con le parole del direttore di Confcommercio Siracusa, Francesco Alfieri, “l’emergenza sanitaria ha acuito drasticamente anche il tasso di mortalità delle imprese che, rispetto al 2019, risulta quasi raddoppiato per quelle del commercio (dal 6,6% all’11,1%) e addirittura più che triplicato per i servizi di mercato (dal 5,7% al 17,3%)”. Le stime sono a cura dell’Ufficio Studi Confcommercio sulla nati-mortalità nel 2020 delle imprese del commercio non alimentare, dell’ingrosso e dei servizi (nota completa su www.confcommercio.it, sezione Ufficio Studi).
    Tra i settori più colpiti, nell’ambito del commercio, abbigliamento e calzature (-17,1%), ambulanti (-11,8%) e distributori di carburante (-10,1%); nei servizi di mercato le maggiori perdite di imprese si registrano, invece, per agenzie di viaggio (-21,7%), bar e ristoranti (-14,4%) e trasporti (-14,2%). C’è poi tutta la filiera del tempo libero che, tra attività artistiche, sportive e di intrattenimento, fa registrare complessivamente un vero e proprio crollo con la sparizione di un’impresa su tre.
    Alla perdita di imprese “va poi aggiunta anche quella relativa ai lavoratori autonomi, ovvero quei soggetti titolari di partita Iva operanti senza alcun tipo di organizzazione societaria. Si stima la chiusura per circa 200mila professionisti tra ordinistici e non ordinistici, operanti nelle attività professionali, scientifiche e tecniche, amministrazione e servizi, attività artistiche, di intrattenimento e divertimento e altro”, è l’allarme lanciato a livello nazionale da Confcommercio.

    foto dal web

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