Da Siracusa l’inchiesta che blocca una fabbrica di falsi crediti: sequestri per 566 milioni

 Da Siracusa l’inchiesta che blocca una fabbrica di falsi crediti: sequestri per 566 milioni

La cabina di regia della maxi-truffa da mezzo miliardo scoperta dalla Guardia di Finanza di Siracusa era in Lombardia e poggiava sull’attività di due intermediari abilitati in provincia di Chieti, in Abruzzo. Da lì partiva la ramificazione delle operazioni per maturare crediti d’imposta legati ad inesistenti lavori eseguiti attraverso le agevolazioni del Superbonus. Venivano coinvolti, a loro insaputa, condomini ed edifici in giro per l’Italia, utilizzati come trampolino di lancio del raggiro.
Ma le indagini condotte dalla Guardia di Finanza di Siracusa e la tempestività con cui si è mossa la locale Procura hanno permesso di disvelare l’estensione del meccanismo fraudolento ed evitare che venissero sottratte risorse allo Stato per circa 566 milioni di euro.
Dodici persone sono state denunciate per associazione a delinquere, truffa aggravata ai danni dello Stato, riciclaggio ed autoriciclaggio, nonché emissione di fatture per operazioni inesistenti. Sono state anche proposte 29 cessazioni di partita iva all’Agenzia delle Entrate.
A fine dicembre dello scorso anno, la direzione provinciale dell’agenzia delle Entrate si imbattibile in ben 98 richieste per crediti di imposta attraverso il modello Cir20. Ad insospettire è non solo l’elevato e pressoché contemporaneo invio ma anche il fatto che molte delle imprese richiedenti risultassero di fresca costituzione e senza adeguata struttura, in proporzione ai lavori per i quali si richiedeva il credito d’imposta. Da qui la segnalazione alla Guardia di Finanza di Siracusa ed alla Procura. Dalla denuncia del legale rappresentante di una cooperativa sociale aretusea – sorpreso dalla anomala presenza di svariati milioni di euro di crediti d’imposta nel cassetto fiscale – parte quindi un lavoro d’indagine a cui si aggregano quasi subito le direzioni centrali di GdF e Agenzia delle Entrate, mentre prende corpo la dimensione nazionale della truffa.
In appena cinque mesi la Procura di Siracusa riesce a disporre ben 5 provvedimenti di sequestro preventivo che – con il contestuale blocco telematico operato dall’Agenzia delle Entrate – evitano che centinaia di milioni di euro si disperdano in una catena di operazioni impossibile da ricostruire, causando un danno enorme alle casse dello Stato.
In pochi mesi, l’organizzazione criminale aveva trasmesso qualcosa come oltre 2.000 comunicazioni di cessione sulla piattaforma abilitata. Un dato che aiuta ulteriormente a comprendere la mole dellla frode. In una sola giornata, uno dei due intermediari – rivelano gli investigatori – ha trasmesso 175 comunicazioni di cessione per fittizi crediti pari a 98 milioni di euro.

 

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