Depuratore consortile, giorni di ansia e attesa: i sindacati proclamano lo sciopero

Il 24 marzo scade il termine concesso dalla Procura di Siracusa ad Ias per la presentazione di un cronoprogramma di lavori per risolvere le criticità ambientali segnalate e la relativa fideijussione. I giorni però passano senza grosse novità e dietro l’angolo c’è il rischio della nomina di un commissario se non, addirittura, i sigilli al depuratore consortile di proprietà della Regione.
Preoccupati i lavoratori. I sindacati (Filctem, Femca e Uiltec) hanno dichiarato una giornata di sciopero per giovedì 21. Intanto, venerdì 15 marzo sit-in sul piazzale dell’Ias. Il futuro dei 60 lavoratori Ias è sempre più incerto: uno stato di precarietà che dura ormai da tre anni, con proroghe semestrali. La situazione si è ulteriormente aggravata con il sequestro preventivo effettuato dalla magistratura. Irsap (proprietaria per conto della Regione) e Ias si rimpallano le responsabilità.
Per i sindacati, arrivate al sequestro effettivo dell’impianto prefigurerebbe “uno scenario apocalittico, che determinerebbe la fine dell’esperienza di Ias nel territorio, con conseguenze occupazionali per le 60 famiglie interessate, generando perplessità circa il proseguo delle attività del depuratore e conseguentemente degli stabilimenti industriali che in esso conferiscono i propri reflui”. I sindacati hanno chiesto un incontro urgente con Nello Musumeci, individuato come unico interlocutore con possibilità di manovra nella delicata vicenda. “Scongiurare una beffa per il territorio siracusano e soprattutto per i lavoratori di Ias”, dicono i segretari di Filctem, Femca e Uiltec Giuseppe D’Aquila, Emanuele D’Ignoti Parenti e Andrea Bottaro

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