Disordini a Cavadonna, vertice in prefettura: in arrivo un contingente straordinario
Un numero di detenuti di gran lunga superiore rispetto alla capienza: 720 rispetto ai 545 posti disponibili, con un tasso di sovraffollamento che supera il 132 per cento; una carenza di organico di personale cronica, con problematiche enormi, che vengono affrontate con enorme fatica e spirito di sacrificio ma in gravi difficoltà un rapporto di circa 2,7 detenuti per ogni agente di polizia penitenziaria. Sono alcuni tra i dati emersi dal vertice convocato d’urgenza in prefettura dopo gli ultimi disordini all’interno del carcere di Cavadonna, nei giorni scorsi, quando gli agenti in servizio erano solo 12 ed il rapporto era quindi di 60 detenuti per ogni singolo poliziotto. Un quadro pericoloso- è stato posto in rilievo durante il vertice convocato dal prefetto Chiara Armenia, causa principali di forti tensioni operative e di quanto in queste settimane si è verificato nella struttura carceraria, con aggressioni, anche particolarmente violente, azioni di ribellione da parte dei detenuti e manifestazioni di stanchezza che domani condurranno ad un sit- in di protesta davanti alla sede di Cavadonna, a cui parteciperanno circa 50 agenti da tutta la Sicilia. Secondo quanto racconta il Garante dei diritti delle persone private della libertà, Giovanni Villari,sarebbe emersa l’ipotesi di rischio concreto di eventuali sommosse mirate e tentativi di evasione, anche di massa, se non si ripristinerà immediatamente l’equilibrio nella struttura, alla stregua del caso di Foggia. Il Garante, dal canto suo, chiede “condizioni dignitose per i detenuti, per disinnescare la loro esasperazione ed evitare proteste estreme”. Villari esprime il pieno riconoscimento del lavoro svolto dal personale di custodia, sovraccaricato . Il sindaco, Francesco Italia avrebbe intanto richiamato le istituzioni alla formulazione di soluzioni immediati e tangibili. Tra le ipotesi al vaglio, l’allontanamento dei soggetti turbolenti, in alcuni casi trasferiti in quanto direttamente coinvolti nelle risse e nei disordini degli ultimi giorni. Il prefetto ha garantito l’intenzione di relazionarsi direttamente con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, chiedendo urgentemente più uomini. Il DAP avrebbe assicurato l’invio temporaneo di un contingente di supporto e controllo per monitorare le condizioni interne del carcere per alcuni mesi. Il contingente straordinario del dipartimento centrale, secondo Villari, “rappresenta un primo e indispensabile polmone d’ossigeno, ma l’efficacia di tale misura andrà verificata nei mesi a venire.La speranza, condivisa all’unanimità da tutte le istituzioni presenti, è che queste misure urgenti- continua il garante- portino un reale beneficio a breve termine.
Tuttavia, il vero obiettivo resta la transizione duratura verso una gestione ordinaria in cui la
sicurezza degli operatori e i diritti inviolabili dei detenuti non siano visti come elementi in
contrapposizione, bensì come due facce della stessa medaglia democratica”.













