• L’accusa dello psicoterapeuta: “Atteggiamento compulsivo nel controllare il cellulare alla guida”

    Il Direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Siracusa entra nel dettaglio di quella che purtroppo è diventata una vera e propria piaga alla guida, nella nostra città come, purtroppo, altrove. La tragedia di cui Maddalena, la diciottenne siracusana che ha perso la vita in via Luigi Monti, riporta alta l’attenzione su un tema che, purtroppo, viene affrontato e sviscerato  sempre dopo episodi che scuotono l’opinione pubbliche, le coscienze, ma forse per troppo poco tempo. Ben diverse le conseguenze per le famiglie, devastate da perdite gravissime, improvvise, laceranti. Una madre non si riprende mai dalla perdita di un figlio in queste circostanze (e di un figlio in generale) . Un padre, i fratelli, i parenti, gli amici più cari, idem . Ma perché adottiamo, incuranti, sempre gli stessi atteggiamenti alla guida? Scorretto, forse, dire “adottiamo”. Non lo fanno certamente tutti. Lo fa, tuttavia, un numero altissimo di conducenti di mezzi a quattro ruote, e spesso anche chi guida ciclomotori e motocicli. Quella testa bassa, quella luce visibile, lo schermo del telefonino, mentre l’acceleratore è ancora pigiato. Nulla, purtroppo, di nuovo, Nulla, purtroppo, di raro. Ne abbiamo parlato con il Direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Siracusa, Roberto Cafiso.

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