Economia siciliana, a Siracusa la presentazione del rapporto della Banca d’Italia

 Economia siciliana, a Siracusa la presentazione del rapporto della Banca d’Italia

Una crescita che continua, ma con un ritmo più contenuto rispetto agli anni precedenti. È la fotografia dell’economia siciliana fornita dalla Banca d’Italia nel rapporto “L’economia della Sicilia 2026”, presentato oggi nella sede di Confindustria Siracusa davanti a imprenditori, rappresentanti delle istituzioni e del mondo accademico.
Ad aprire i lavori sono stati il presidente di Confindustria Siracusa, Gian Piero Reale, e la direttrice della sede di Palermo della Banca d’Italia, Milena Caldarella. La presentazione del rapporto è stata affidata a Francesco David e Giuseppe Saporito, della Divisione Analisi e Ricerca Economica Territoriale della sede palermitana dell’istituto centrale. A seguire, il confronto sui dati e sulle prospettive dell’economia regionale ha visto protagonisti Rosario Pistorio, amministratore delegato di Sonatrach Raffineria Italiana (integrazione energetica e dinamiche globali sui prezzi di energia e carburanti), e Maurizio Caserta, professore di Economia politica dell’Università degli Studi di Catania.
Il rapporto evidenzia come nel 2025 l’economia siciliana abbia registrato una crescita dello 0,6 per cento, un dato leggermente superiore alla media nazionale ma in rallentamento rispetto al biennio precedente. A pesare sono soprattutto l’incertezza del contesto internazionale e le tensioni geopolitiche, che incidono sulle prospettive di investimento delle imprese.
Tra gli elementi positivi emerge la buona tenuta del sistema produttivo. Le imprese hanno mantenuto livelli di redditività soddisfacenti e rafforzato la propria posizione finanziaria, con una liquidità ancora elevata che ha favorito una moderata ripresa degli investimenti, sostenuta anche dalla riduzione dei tassi di interesse. Le esportazioni mostrano dinamiche differenziate. Crescono i comparti dell’agroalimentare, della cantieristica navale e dell’elettronica, mentre si registra una significativa contrazione dell’export dei prodotti petroliferi.
Continua invece la fase favorevole delle costruzioni, trainata soprattutto dagli investimenti pubblici e dalle opere finanziate con il Pnrr, mentre il comparto residenziale evidenzia un aumento delle compravendite e dei prezzi delle abitazioni. Nei servizi, che rappresentano circa l’80 per cento del valore aggiunto regionale, la crescita rallenta pur mantenendo segnali positivi nel turismo e nei trasporti marittimi.
Anche il mercato del lavoro continua a migliorare, seppure con un’intensità inferiore rispetto agli anni passati. L’occupazione cresce soprattutto nei servizi, in particolare nel commercio, nella ricettività e nella ristorazione, mentre persistono criticità legate alla partecipazione femminile, all’occupazione dei giovani e dei laureati ed al progressivo invecchiamento della popolazione, indicato come uno dei principali fattori di debolezza strutturale della Sicilia.
Sul fronte delle famiglie, il rapporto registra un incremento del reddito disponibile reale e dei consumi, ma sottolinea come il livello complessivo di benessere resti inferiore alla media italiana. Tornano inoltre ad aumentare i prestiti alle imprese e alle famiglie, con una crescita dei mutui per l’acquisto della casa e del credito al consumo, mentre migliora la qualità del credito bancario.
Un capitolo importante è dedicato agli investimenti pubblici. Alla Sicilia sono destinati circa 12,6 miliardi di euro di risorse territorializzabili del Piano nazionale di ripresa e resilienza, concentrate soprattutto sulla transizione ecologica, sulle infrastrutture, sull’istruzione e sulla digitalizzazione. La Regione Siciliana, evidenzia inoltre il rapporto, ha completato il percorso di rientro dal disavanzo di bilancio, anche se permangono situazioni di fragilità finanziaria in numerosi enti locali.
Il confronto finale ha offerto l’occasione per riflettere sulle prospettive del sistema produttivo siciliano e, in particolare, del polo industriale siracusano, chiamato a confrontarsi con le sfide della transizione energetica, dell’innovazione e della competitività internazionale. Dalla discussione è emersa la necessità di accelerare gli investimenti in infrastrutture materiali e digitali, ridurre gli ostacoli burocratici e rafforzare il collegamento tra formazione e mondo del lavoro, per trasformare la moderata crescita registrata dalla Sicilia in uno sviluppo più solido e duraturo. In particolare, spingendo sul fronte della ricerca e della innovazione a dispetto dei settori più tradizionali.

 

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