• Emergenza incendi, paesaggio spettrale sugli Iblei. I sindaci: “stato di calamità ed esercito”

    Il giorno dopo, si mastica rabbia nella zona montana di Siracusa. Ennesimo incendio, colpite aree naturali e terreni privati. Distrutti ulivi, grano, allevamenti di api. I sindaci dell’Unione dei Comuni Valle degli Iblei con coraggio rompono un tabù e parlano senza mezzi termini di possibile collegamento con la mafia dei pascoli. Nessuno crede all’origine accidentale dei violenti roghi che da giorni bruciano la provincia di Siracusa.
    “La mafia non si combatte con i tavoli tecnici ma con i fatti. Ora, subito”, sbotta in diretta su FMITALIA il sindaco di Palazzolo Acreide, Salvatore Gallo. “Mezzi inadeguati, pochi uomini e croce gettata addosso ai forestali. Vogliamo l’esercito e chiediamo lo stato di calamità”, aggiunge.
    Questa mattina, la presidente dell’Unione dei Comuni, Rossella Lapira, ufficializzerà le due richieste. Si guarda anche alla Prefettura di Siracusa ed alla disponibilità di mezzi straordinario. “Brucia tutto e siamo ancora a luglio…”, dice amaro Gallo.
    Un altro sindaco coraggioso è Alessandro Caiazzo, primo cittadino di Buccheri. E’ lui il primo, mentre ancora la Valle dell’Anapo brucia, a mettere in collegamento fiamme, dolo e pascoli. “Più di 60 ettari del nostro territorio distrutti dalle fiamme! I terreni colpiti sono pubblici ed in parte privati. La zona è sempre la stessa da circa 15 anni. Non appena crescerà l’erba fresca sicuramente qualche allevatore ne approfitterà per il pascolo. Lo scempio del territorio ibleo non può lasciarci indifferenti”, scrive sui suoi canali social istituzionali.

    “Il disastro si è consumato sotto i nostri occhi increduli”, si sfoga il sindaco di Buscemi Rossella Lapira. “È rimasto solo un paesaggio spettrale, che incute tanta tristezza. In continuo contatto con la Prefettura, le Forze dell’Ordine e i ragazzi del Corpo Forestale, ho voluto seguire sul posto personalmente gli sviluppi dell’incendio e ho visto una comunità che si è unita, combattendo con tutte le proprie forze contro il fuoco, per salvare il proprio territorio. Molti ci sono riusciti, moltissimi purtroppo no. Esprimo la vicinanza da parte dell’amministrazione comunale a tutti coloro che oggi hanno perso i frutti di anni di sacrifici e di lavoro. Chiederemo lo stato di calamità e ci batteremo insieme agli altri sindaci dell’Unione dei Comuni Valle degli Iblei affinché vengano presi i necessari provvedimenti ad ogni livello per arrestare questa piaga. Non possiamo rimanere spettatori, non possiamo rimanere soli”.

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