Farmaci e presidi indisponibili, lettera di un utente: “Cortocircuito all’Asp sulla pelle dei malati”

 Farmaci e presidi indisponibili, lettera di un utente: “Cortocircuito all’Asp sulla pelle dei malati”

“C’è un corto circuito all’Asp di Siracusa e non riguarda un impianto elettrico non funzionante ma riguarda un sistema arrugginito dagli anni e che andrebbe rivoluzionato e adeguato ai tempi e alle necessità degli utenti”.
Così esordisce un cittadino che si firma “uno dei tanti utenti della Farmacia dell’Asp”
“Molti malati -scrive – abbiamo bisogno di presidi e farmaci che sono erogati dalla farmacia territoriale dell’Asp di Siracusa che ha sede alla Pizzuta (ex ONP). Faccio un esempio generico per spiegare il sistema: ho le piaghe e il medico specialista mi prescrive, fra le altre cose, 100 bustine di garze sterili per le necessarie medicazioni. Il corto circuito nasce qui: con la prescrizione bisogna prima recarsi all’ufficio autorizzazione presidi, che approva la pratica, e solo dopo alla farmacia territoriale. Lì, però, se i presidi sono disponibili, vengono spesso consegnati in quantità inferiori rispetto a quanto prescritto e già autorizzato dalla stessa Asp. Non basta nemmeno la dicitura “inderogabile e insostituibile” sulla prescrizione autorizzata perché se il presidio non c’è, non c’è e ti tieni il tuo male. A cosa serve, allora, questa trafila se esiste una incongruenza fra ciò che viene prescritto, autorizzato e ciò che viene effettivamente erogato? Perché, se mi viene autorizzato un quantitativo X, ricevo un quantitativo Y? Perché mantenere un passaggio autorizzativo inutile, quando si potrebbe andare direttamente in farmacia, visto che questa sembra operare autonomamente rispetto alle autorizzazioni concesse? Perché non adottare un sistema telematico che consenta al medico prescrittore di inoltrare la richiesta direttamente all’Asp e all’utente di presentarsi direttamente in farmacia? Perché non attuare la consegna domiciliare di tutti i presidi come già avviene per la fornitura dei pannolini e delle traverse?
Questo è solo un esempio di corto circuito, ma i problemi e i presidi mancanti alla Pizzuta sono molti. A volte manca davvero dall’acqua al sale, come recita un detto, e la risposta è quasi sempre la stessa: “torni la prossima settimana, se arriva; dobbiamo aspettare il rinnovo dell’appalto” oppure “il presidio è mancante”, senza ulteriori spiegazioni. Ma le malattie non aspettano né la prossima settimana né il prossimo appalto, e chi si reca in farmacia non ha tempo per continui pellegrinaggi: dovrebbe poter dedicare quel tempo alla cura del proprio caro. In fondo, i problemi restano di chi li vive, non di chi dovrebbe risolverli. Chi ha la Forza economica sopperisce alle mancanze; chi non può, resta con il proprio male.
Ecco il corto circuito: uffici che non comunicano tra loro, autorizzazioni inutili, quantità spesso erogate a forfait perché “bisogna accontentare tutti”, burocrazia inutile, appalti da rifare o rinnovare, proroghe, presidi mancanti, “torni la prossima settimana”, “non c’è e non si sa se arriva”, spallucce, silenzi, “chiuso per inventario” (perché non si può fare il fine settimana quando si è chiusi al pubblico ma si fa di settimana interrompendo il servizio!), personale forse non adeguatamente formato e un’organizzazione caotica. Chi può forse non fa e chi fa forse non può. In fondo, la funzione della struttura della Pizzuta sembra non essere mai cambiata: nata come manicomio, continua a funzionare come tale, con buona pace di tutti”.

Foto: repertorio, a titolo esemplificativo.

 

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