Fase 2, Confindustria Siracusa: "Non chiamatela ripartenza: preoccupati per il territorio"

 Fase 2, Confindustria Siracusa: "Non chiamatela ripartenza: preoccupati per il territorio"

“Non deve essere una ripartenza, ma una ricostruzione su basi solide della nostra economica”. Il presidente di Confindustria Siracusa, Diego Bivona fa la sua disamina della crisi che è seguita all’emergenza Coronavirus e pone in evidenza alcuni aspetti che ne fanno una “crisi asimmetrica: alcuni settori ne escono azzerati, altri hanno potuto proseguire in quanto dedicati a produzioni di beni di prima necessità. Noi puntiamo lo sguardo sul nostro territorio- spiega Bivona- e siamo seriamente preoccupati principalmente per due settori: il turismo, ovviamente e il settore industriale”. Così il rappresentante degli industriali della provincia siracusana si unisce al grido d’allarme lanciato da Confindustria nazionale. “A livello siciliano e locale, il turismo è certamente stato pesantemente danneggiato- ricorda Bivona- ma anche il nostro settore industriale suscita tanta preoccupazione e riguarda inevitabilmente anche l’aspetto occupazionale,  alla luce del calo dei consumi. Il nostro polo industriale- argomenta il presidente di Confindustria Siracusa- lavora per l’export. Non possiamo quindi non risentire della crisi dei consumi mondiali. Le nostre raffinerie, lo vediamo in questi giorni, sono piene di stoccaggio perchè non riescono a vendere sul mercato mondiale. Per questo alcuni stanno pensando di limitare la produzioni, altri di ricorrere alle fermate”.  La via d’uscita, secondo il rappresentante degli industriali siracusani, passa attraverso la coesione. “Non chiamiamola comunque ripartenza- puntualizza Bivona- perchè noi , in Sicilia, prima della pandemia, eravamo già ad un – 15% di Pil rispetto al 2008. Occorre quindi rifondare, ricostruire, non ripartire da dove eravamo rimasti”. Le previsioni, dopo la pandemia, parlano di un ulteriore calo. “Se siamo ottimisti- aggiunge Bivona- per Prevediamo , se siamo ottimisti, di perdere 10 punti ancora. Quindi ripartire da dove ci siamo fermati vuol dire perdere una grande occasione. Noi dobbiamo rifondare e ricostruire su fondamenta solide e coesione come prima parola da tenere a mente in tutti i progetti.

 

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