Garantismo e gogna pubblica, Scimonelli cita D’Azeglio: “Fatta Siracusa, bisogna fare i siracusani”
E’ stato il capogruppo Ivan Scimonelli ad illustrare la posizione di Insieme nel marasma che ha investito Palazzo Vermexio con l’esplosione del caso Nexus. Alle accuse di “silenzio prolungato” sulla vicenda, Scimonelli ha replicato in aula a nome del movimento che, in questi mesi di consiliatura, ha mantenuto una sorta di equidistanza da maggioranza e opposizione. “Noi siamo garantisti per convinzione, non per convenienza, perché crediamo che lo Stato di diritto si fondi su principi che non possono essere applicati a seconda delle persone coinvolte o delle appartenenze politiche. Una misura cautelare non equivale a una condanna e ogni persona ha diritto alla presunzione di innocenza. Il nostro silenzio non è stato disinteresse, né tantomeno indulgenza, ma una scelta di rispetto per le persone coinvolte e per le istituzioni chiamate ad accertare i fatti, evitando processi celebrati fuori dalle sedi competenti”, spiega Scimonelli.
“Proprio perché crediamo nella responsabilità della politica – prosegue – riteniamo che da vicende come queste debba nascere una riflessione più ampia sui principi morali ed etici che ciascuno di noi, soprattutto quando ricopre un incarico pubblico, dovrebbe rispettare. Non basta rispettare le regole quando siamo costretti a farlo. Dobbiamo sentire il dovere di rispettarle anche quando nessuno ci osserva, anche quando sarebbe più conveniente voltarsi dall’altra parte. La fiducia dei cittadini non è un privilegio, ma una responsabilità che si conquista ogni giorno attraverso la coerenza tra ciò che si dice, ciò che si promette e ciò che si fa. La legalità stabilisce il limite da non oltrepassare; l’etica ci indica la strada da percorrere”.
E arriva a parafrasare Massimo D’Azeglio con un “Fatta Siracusa, bisogna fare i siracusani” con cui prova a richiamare l’opinione pubblica cittadina ad una coscienza della propria comunità, al rispetto delle regole, al senso delle istituzioni ed alla capacità di anteporre l’interesse collettivo a quello personale. “Chi ha responsabilità pubbliche – puntualizza il capogruppo di Insieme – ha il dovere di dare l’esempio. Non possiamo pretendere cittadini migliori se per primi non siamo disposti a essere coerenti con i principi che proclamiamo. Non possiamo chiedere fiducia nelle istituzioni se non siamo capaci di comprendere che quella fiducia si costruisce con la trasparenza, il rigore morale e la responsabilità. Gli incarichi passano, le stagioni politiche finiscono, le cariche vengono meno. Ma il modo in cui abbiamo esercitato il nostro ruolo, il rispetto che abbiamo avuto per le istituzioni e la coerenza con i nostri principi restano. La vera questione – conclude Scimonelli – non è soltanto chi siamo chiamati a giudicare, ma quale esempio vogliamo lasciare. Perché non basta costruire le istituzioni: bisogna essere all’altezza delle istituzioni che abbiamo costruito”.
Un posizionamento (politico) che i detrattori hanno subito etichettato come “democristiano”, vale a dire volutamente astuto, sottile, a tratti ambiguo ma formalmente ineccepibile. Pur rimanendo orientato ad aggirare una questione al momento scomoda.












