Il carcere diventa “risorsa”, detenuti volontari per pulire spiagge e luoghi pubblici
Non più solo un luogo di isolamento, ma un laboratorio di civiltà. La Casa di Reclusione di Noto apre le porte al territorio con un progetto che mira a cambiare il volto della gestione penale in provincia. Si chiama “Rerum Natura – La carovana di Iaso” e prevede l’impiego di detenuti volontari in lavori di pubblica utilità, a costo zero per gli enti richiedenti. Se n’è discusso nel corso di una conferenza dei servizi convocata dalla direzione dell’istituto, con le massime autorità del territorio e con i sindaci dei comuni di Avola, Noto e Rosolini.
Il progetto si basa sulla “riconciliazione”: il detenuto ripara il danno inflitto alla società offrendo le proprie competenze. Le iniziative messe in campo dai sindaci sono molteplici e vanno dalla riqualificazione del verde pubblico alla pulizia delle spiagge;dalla manutenzione degli edifici comunali e delle caserme, all’accoglienza turistica dopo una specifica formazione. “L’obiettivo è privilegiare la detenzione non come afflizione, ma come momento di rivalsa sociale a beneficio della comunità,” si legge nella presentazione del progetto. Secondo quanto rende noto Giuseppe Argentino, segretario del sindacato Osapp di polizia penitenziaria, nella struttura di Noto ci sono numerosi detenuti con specializzazioni lavorative che possono essere utilizzate e messe a disposizione dei Comuni senza oneri finanziari a loro carico. Sarebbero circa 190 le persone inserite in percorsi alternativi attualmente. Anche i sindacati si dicono favorevoli, sottolineando anche il vantaggio di “decongestionare l’istituto e abbassare lo stress psicofisico”. Resta da definire il piano organizzativo e logistico. La palla passa ora ai Comuni e agli enti interessati. Entro breve tempo dovranno presentare le richieste formali alla Direzione del carcere, che avvierà le autorizzazioni presso i superiori uffici ministeriali.













