• Il Cga riscrive ancora le regionali 2012: Pippo Gianni non andava destituito. “Ora della giustizia”

    Riscritta la storia delle elezioni regionali del 2012, oggetto di contestazioni infinite in provincia di Siracusa. Quella tornata elettorale produsse infatti uno strascico di ricorsi amministrativi e pronunciamenti, e si conclusero con la ripetizione delle votazioni in 9 sezioni, tra Pachino e Rosolini. Quella tornata suppletiva vide Pippo Gennuso sopravanzare per una manciata di voti Pippo Gianni, precedentemente proclamato eletto. Il seggio, dopo la contesa, andò a Pippo Gennuso. Ma oggi il Cga ha revocato per dolo del giudice quella sentenza amministrativa dello stesso da cui prese avvio la complessa storia siracusana.
    Il ruolo di deputato regionale era quindi di Gianni, che non andava destituito, e non di Gennuso. L’odierna sentenza non avrà però ripercussioni pratiche, perchè quella legislatura è ormai conclusa. Neppure l’attuale sindaco di Priolo potrà richiedere le mancate indennità da deputato perchè non ha, di fatto, svolto le mansioni da parlamentare regionale.
    Pippo Gianni non era mai stato tenero con l’allora presidente del Cga, Raffaele De Lipsis, che recentemente e nell’ambito di quei fatti passati sotto la lente dei magistrati romani, ha patteggiato due anni e mezzo per l’accusa di corruzione.
    “Sono felice e tramortito. Dopo sei anni di amarezza, finalmente una sentenza mi da ragione della ragione che già avevo”, commenta Pippo Gianni raggiunto al telefono da SiracusaOggi.it. “Sono stati sei anni di amarezze ma ora un Cga serio e rigoroso ha ristabilito la verità. Ringrazio i miei avvocati. Per ottenere giustizia ci vuole davvero troppo tempo, oggi però dico meglio tardi che mai. In ogni caso, siamo ancora all’inizio”, aggiunge Pippo Gianni lasciando chiaramente intendere che chiederà il risarcimento dei danni morali e di immagine in sede civile a tutti i soggetti a vario titolo coinvolti nella vicenda. E c’è poi l’aspetto della giustizia penale, con procedimenti in corso, dall’episodio della sparizione delle schede elettorali sino alla stessa ripetizione delle elezioni. “Sono convinto che anche la giustizia penale farà chiarezza su questa pagina nera. Anzi, deve esser fatta luce perchè una cosa di questo tipo non si verifichi più”.

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