• Il ministro Urso in Sicilia: “Ben chiuso vicenda Isab, ora la scelta del commissario”

    Scatta oggi l’embargo via mare al petrolio russo ma per la zona industriale è, per fortuna, un giorno come un altro. Era la data “spartiacque”, ma il provvedimento con cui è stata temporaneamente posta sotto l’amministrazione dello Stato la grande raffineria Isab Lukoil ha fatto sparire tutti i nuvoloni che si erano addensati all’orizzonte.
    Il ministro Urso, a Catania per un incontro con il presidente della Regione Schifani, non nasconde la sua soddisfazione. “Possiamo dire di avere ben chiuso il caso Lukoil. Scattano le sanzioni nei confronti del petrolio russo, ma i cancelli resteranno aperti, l’Isab continuerà a produrre, diecimila e più persone potranno proseguire a lavorare”, le sue parole.
    “Non era scontato, abbiamo riesumato il dossier che era nei cassetti e in poche settimane abbiamo trovato una soluzione grazie alla piena collaborazione tra la Regione Siciliana e il governo di Roma, attraverso il mio dicastero”, sottolinea poi come a marcare ancora una volta la differenza di atteggiamento del governo Meloni rispetto al precedente esecutivo Draghi.
    Resta da capire chi sarà il commissario designato per Isab. “Sulla figura dell’amministratore straordinario stiamo vagliando diversi profili di alta levatura – dice ancora il ministro per le imprese – ma sono felice di annunciare che abbiamo ricevuto una lettera di garanzia dall’autorità americana Olaf che ha garantito che nessuna banca italiana sarà sanzionata ove finanziasse l’acquisizione di petrolio per rifornire l’Isab. Nel contempo – ha aggiunto – sappiamo che dobbiamo collaborare con l’Eni per garantire questo approvvigionamento e abbiamo contezza che ci sono diversi investitori che stanno trattando l’acquisizione dello stabilimento. Per garantire il territorio, l’occupazione e la riconversione ambientale dell’impianto, porremo le prescrizioni della Golden Power, come ci consente la legge».

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