Impiccato per “gioco”? Bruno, cagnolino di quartiere barbaramente ucciso

Si chiamava Bruno ed era un cagnolino che viveva per strada. In tanti lo conoscevano a Pachino, nella zona di Via dello Stadio.  Evidentemente a qualcuno non piaceva o, peggio ancora, qualcuno lo conosceva talmente bene da sapere che era fragile e che la cattiveria umana avrebbe facilmente potuto essere sfogata su di lui. Bruno non è stato solo ucciso. E’ stato impiccato, con una sorta di attrezzo della morte, forse appositamente costruito per lui o, chissà, forse non soltanto per lui. Indignazione è una parola che non regge di fronte a quanto accaduto, non può bastare. Non si tratta di essere animalisti o meno. Si tratta di un gesto atroce a prescindere. In tanti, soprattutto sui social, dopo avere visto la foto della cruenta fine del cagnolino di Pachino, hanno espresso e stanno esprimendo il proprio disappunto. In alcuni casi si arriva ad usare una violenza verbale che non è comunque comprensibile. I volontari del territorio chiedono che si faccia chiarezza, che si individui e punisca il responsabile o i  respobsabili. L’ipotesi è che si possa trattare di qualcuno che frequenta il luogo in cui Bruno è stato ammazzato. “Chi ha computo questo atto criminale- uno dei commenti – non può cavarsela così. Dovrà pagarne le conseguenze, qualunque sia la sua età”. Risalire ai responsabili del gesto potrebbe non essere così difficile. Nella zona ci sono diversi impianti di videosorveglianza, da cui potrebbero emergere elementi utili. Nei giorni precedenti, alcuni giovani sarebbero stati sorpresi a strattonare un cagnolino. Rimproverati da una donna di passaggio, sarebbero poi fuggiti.

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