• Invasione di mosche e cattivo odore nell’aria, Ambientale e Arpa nelle contrade marinare

    Sembra un problema piccolo, piccolo ma ha già chiamato in causa Polizia Ambientale, Carabinieri e prodotto solleciti di intervento ad Arpa ed al servizio igiene pubblica dell’Asp. Per molti residente delle contrade balneari, in particolare tra Ognina e Plemmirio, le ultime sono state giornate impossibili. Nelle decine di segnalazioni giunte alla nostra redazione, tutti lamentano la stessa situazione: brutto odore nell’aria e un’orda di mosche ad infastidire chiunque osi trascorrere qualche minuto in veranda o all’aria aperta.
    Secondo la ricostruzione affidata sin qui al Nucleo Ambientale della Polizia Municipale di Siracusa, potrebbe esserci un qualche collegamento con l’avvenuta concimazione di vasti terreni circostanti. E per le villette limitrofe è iniziata la sofferenza. Gli ispettori dell’Ambientale hanno parlato con il proprietario dei terreni agricoli ed acquisito le schede dei prodotti utilizzati. Secondo quanto si apprende, non sarebbe emerso nulla di rilevante. I prodotti sarebbero legittimi, ma per maggiore sicurezza è stato chiesto ad Arpa di procedere con l’esame di campioni. Dovrebbe avvenire nei prossimi giorni, quando probabilmente anche l’Asp potrebbe decidere di interessarsi al caso con l’ufficio che si occupa della salute pubblica. Nel frattempo, anche i Carabinieri sono stati continuamente chiamati in causa da residenti esasperati. E c’è anche chi ha scritto al sindaco di Siracusa, come Ivana una residente del Plemmirio. “Non ce la facciamo più, venga a vedere di presenza”. Il delegato di Neapolis, Giovanni Di Lorenzo, ha chiesto a Palazzo Vermexio di attivarsi per verificare la situazione. Oltre all’invio dell’Ambientale, però, difficilmente il Comune può andare oltre se non assistito dalle competenze proprie di altri enti.
    Il problema non è nuovo. Ogni anno si ripresenta in occasione della concimazione. Forse basterebbe un pizzico di buona volontà, facendo ricorso a prodotti concimanti che producano meno effetti indesiderati per chi vive in quelle contrade. Ma è una scelta, questa, che oggi nessuno pare poter imporre, solo suggerire.
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