La storia di Hossam, Stefio: “Remigrazione? Noi rispondiamo con la vera integrazione”
La storia di Hossam, raccontata dal quotidiano Avvenire anche attraverso i propri canali social, diventa il simbolo di un modello di accoglienza che a Carlentini continua a produrre risultati concreti. Arrivato in Italia dall’Egitto su un barcone, insieme al cugino Tarek, quando erano ancora minorenni, Hossam sognava di raggiungere Milano. Il destino, invece, li ha portati a Carlentini, dove sono stati accolti e accompagnati in un percorso di integrazione. In pochi anni entrambi hanno imparato l’italiano, trovato un lavoro stabile e acquistato una casa.
La loro, evidenzia Avvenire, non é una storia isolata. Nella cittadina della zona nord della provincia di Siracusa, nonostante le difficoltà legate al sottofinanziamento del sistema della seconda accoglienza, tutti i minori stranieri non accompagnati riescono a trovare un impiego e molti di loro, una volta raggiunta la maggiore età, scelgono di restare a vivere in città, contribuendo anche al ripopolamento del territorio.
“La storia di Hossam, e di tutti i giovani che come lui trovano accoglienza a Carlentini, è anche la storia della nostra città”, commenta il sindaco Giuseppe Stefio (Pd).
“In un momento in cui il termine ‘remigrazione’ tenta di occupare il dibattito pubblico, Carlentini dimostra, con i fatti, che accogliere e integrare è possibile e genera dinamiche virtuose per l’intera comunità”, aggiunge guardando alle nuove posizioni di alcune parti politiche.
“Orgoglioso di appartenere e rappresentare questa meravigliosa comunità”, dice senza mezzi termini Stefio. “Rivolgo i migliori auguri per una vita prospera e serena ai giovani stranieri che vivono in città”. Una convivenza che quasi mai finisce nelle notizie di cronaca, a riprova di una integrazione continua.
“Carlentini sarà sempre una città aperta a quanti vogliono crescere e realizzarsi all’insegna del lavoro e della convivenza civile”, conclude Stefio.
Il racconto completo della storia di Hossam e Tarek, firmato da Andrea Ceredani, è pubblicato su Avvenire.it.












