Via Algeri, l’incidente e il cordolo in cemento: Pantano, “dolore ma ciclabili non c’entrano”

 Via Algeri, l’incidente e il cordolo in cemento: Pantano, “dolore ma ciclabili non c’entrano”

La tragedia di via Algeri, in cui ha perso la vita il piccolo Luca, solo 14 anni, ha scosso la città e continua a suscitare sgomento, amarezza, rabbia e preoccupazione. Un elemento al centro del dibattito in corso è la presenza, lungo la strada, del cordolo in cemento che delimita la pista ciclabile. Per l’opinione pubblica siracusana, questo potrebbe aver parzialmente inciso sul dramma. Il pensiero di chi sostiene una simile versione è che, avendo ristretto la carreggiata, si è così anche ristretto il margine per eventuali manovre di sicurezza dell’ultimo istante.
A stabilire l’esatta dinamica saranno le verifiche in corso, ma in nessun caso sembra in discussione il progetto di completamento delle piste ciclabili che, con i fondi di Agenda Urbana, saranno realizzate anche in Corso Gelone.
L’assessore ai Trasporti e alla Mobilità, Enzo Pantano, esprime tutta la sua amarezza per la tragedia e esprime cordoglio per la morte del quattordicenne siracusano, l’ennesima giovanissima vittima della strada. “Quello che è successo lascia senza parole- commenta- Io ho figli, posso immaginare cosa una famiglia possa ritrovarsi a vivere. Occorre appurare le responsabilità, capire come possa essere accaduto e tutto in maniera certa ed ufficiale. Aspettiamo le conclusioni delle indagini in corso. Quanto successo però – specifica Pantano – non ha a che fare, con le piste ciclabili.  Su questo fronte andremo avanti. Le piste vengono realizzate sulla base di studi condotti da professionisti specializzati e tengono conto di ogni aspetto, ovviamente anche degli spazi necessari per la mobilità e la sicurezza”. Insomma, indietro non si torna, non in via Algeri e neanche nella realizzanda ciclabile di corso Gelone.

 

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