Siracusa. Appalti, parte la petizione della Cgil per presentare una proposta di legge

 Siracusa. Appalti, parte la petizione della Cgil per presentare una proposta di legge

Partirà domani, in provincia, la raccolta firme relativa alla proposta di iniziativa popolare per la garanzia dei trattamenti dei lavoratori impiegati negli appalti, pubblici e privati, il contrasto alle pratiche di concorrenza sleale tra imprese e la tutela dell’occupazione nei cambi appalto. La Cgil territoriale lancia un appello ai cittadini, affinché firmino nelle sedi comunali o provinciale del sindacato. L’obiettivo è superare, entro la fine di marzo, quota 2 mila e 500 firme. Nei prossimi giorni, l’organizzazione sindacale guidata, in provincia, da Paolo Zappulla, organizzerà iniziative per informare e sensibilizzare i cittadini, anche attraverso banchetti allestiti nelle principali piazze del territorio. “Il lavoro in appalto -spiega il segretario provinciale- costituisce oggi una modalità che interessa la gran parte dei settori economici, e che presenta ovunque notevoli criticità. Se guardiamo al nostro territorio, riguarda sicuramente il settore privato ed in particolare quello industriale, in tutti i suoi aspetti, ma riguarda anche il pubblico, gli enti locali, l’Asp, il tribunale, le forze dell’ordine e le istiutuzioni in genere.
Non c’è ambito economico e produttivo dove non ci sia bisogno di servizio di pulitura, di vigilanza, servizio mensa, trasporto”.L’iniziativa della Cgil è in controtendenza rispetto al Jobs Act del Governo e mira alla salvaguardia dei diritti contrattuali acquisiti negli anni. “Vogliamo proteggere il lavoro- prosegue Zappulla- e tutelare i trattamenti retributivi e previdenziale”: La posta di legge di iniziativa popolare contiene tre articoli. Il primo “afferma la responsabilità del committente nel garantire il trattamento dei lavoratori utilizzati in appalto”. Il secondo articolo sancisce “la clausola sociale, anche per quei settori scoperti da normative contrattuali”. L’ultimo articolo, infine, prevede sanzioni “per le imprese che non rispettano la legge. A tali imprese verrà anche impedito di partecipare a successivi appalti pubblici”.

 

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