• Siracusa. Mafia e Politica, Caselli: “Legalità scelta vantaggiosa. Stop negazionismo”

    “La legalità come scelta più conveniente”. Questo, secondo l’ex Procuratore di Palermo, Giancarlo Caselli, il giusto approccio per superare quelle che possono essere le ragioni per cui il malaffare resiste nella società di oggi. Il magistrato antimafia sarà tra i relatori di un convegno sul tema “Mafia e Politica” domani al Santuario della Madonna delle Lacrime. Questa mattina, Su FMITALIA, Caselli ha fatto delle importanti premesse. “E’ più comodo- spiega- avere l'”aiutino” della mafia per un politico che voglia  sopravanzare gli altri e la stessa cosa per vincere la concorrenza nel campo economico. In poche parole, c’è domanda”. Quello che serve è creare “anticorpi”. Per il magistrato “occorre partire dai giovani, dalla scuola.  I nostri programmi scolastici arrivano a malapena alla Seconda Guerra Mondiale. Di questi problemi, che hanno radici nell’immediato passato ma sono attuali, non si parla affatto. Di legalità- prosegue Caselli -si dovrebbe parlare,  non come fosse un problema astratto, teorico, da vuote nozioni per qualche interrogazione. Va spiegata , piuttosto, la legalità come scelta che conviene, da cui dipende la qualità della nostra vita, perchè significa recupero di risorse, meno evasione, meno corruzione, meno mafia. Vuol dire la possibilità di destinare cio’ che è rapinato dal malaffare alla collettività, con la speranza, quindi, di vivere meglio”. La legalità, insomma, come vantaggio e non di certo come problema di “guardie e ladri”.  Caselli evidenzia come “la fiducia nella giustizia sia venuta meno da parte dell’opinione pubblica, sia per i tempi estenuanti, sia per i costi elevati. Situazioni a cui si aggiunge una percezione che peggiora tutto, con gli scandali, la crisi del Consiglio superiore di Magistratura, i rapporti con alcuni politici. I fatti sono in fase di accertamento, ma la perdita di fiducia per la percezione che di tutto questo ha l’opinione pubblica è una certezza”. Il magistrato parla di “corto circuito, con  possibili derive illiberali”. Infine un passaggio sulla separazione delle carriere. “C’è chi vuole meno giustizia-sostiene Caselli- soprattutto se tocca i suoi interessi. C’è chi ha lo scopo di ridurre l’indipendenza della magistratura,cosicchè  possa comodamente intervenire. La separazione delle carriere sarebbe una iattura perchè, ovunque nel mondo, questo  significa che il pm riceve per legge ordini, direttive e orientamento dal ministero della giustizia, dal Governo. Un patrimonio dei cittadini andrebbe perso, che è il principio della legge uguale per tutti. Se il pm può ricevere ordini da qualcuno-chiarisce infine – si tradurrebbe in un appannamento della democrazia, da evitare in ogni modo”.

     

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