Mala movida, l’ira dei residenti: esposto collettivo del Comitato Ortigia
Un esposto collettivo, indirizzato al sindaco di Siracusa, Francesco Italia, con 158 firme di residenti di Ortigia esasperati dalla cosiddetta “mala movida” nel centro storico.
Il Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente protesta e chiede soluzioni immediate al dilagare del fenomeno in Ortigia come nella zona Umbertina. La richiesta è quella di un intervento strutturato, stabile ed efficace. L’esposto è rivolto al primo cittadino, a cui la legge attribuisce poteri specifici in materia di tutela della quiete pubblica, della salute e della vivibilità urbana, anche attraverso provvedimenti urgenti e misure di contenimento delle emissioni sonore. Nell’esposto, i 158 residenti esprimono quello che ritengono sia il sentimento diffuso, nella zona, rispetto ad un problema che incide sulla qualità della vita e che chiedono venga affrontato subito, trattandosi di una questione nota, che si ripropone soprattutto nei mesi estivi e che non sarebbe più, pertanto, rinviabile.
Il problema resta quello della musica diffusa ad alto volume, di eventi protratti oltre gli orari consentiti,con schiamazzi, disordini e, secondo i residenti, con controlli insufficienti a garantire sicurezza e vivibilità. Il Comitato chiarisce di non essere “contro il divertimento dei giovani, né contro la movida in sè”, ma certamente contro chi ignora “le regole della convivenza civile e pretende di trasformare il divertimento di pochi nel disagio di molti”. Le conseguenze non sarebbero solo a carico dei residenti ma anche delle strutture ricettive e i loro gestori, alle prese spesso con le proteste degli ospiti, che si tradurrebbero anche in recensioni negative. Il Comitato dei residenti chiede di abbandonare la strada degli interventi sporadici o delle sanzioni,che non si sarebbero dimostrati, negli ultimi anni, risolutivi. La richiesta è quella, dunque, di un cambio di passo concreto, richiamando con forza le responsabilità delle istituzioni. Nell’esposto, il Comitato avanza delle proposte tecniche per rendere più efficienti i controlli, verificare in modo più efficace il rispetto dei limiti di orario e di rumore e ridurre stabilmente le immissioni sonore che raggiungono abitazioni, strutture ricettive, studi professionali e attività economiche.
Quello di Ortigia non è un caso isolato. In molti altri centri storici italiani i comitati dei residenti si sono rivolti all’autorità giudiziaria per la tutela della quiete, della salute e della vivibilità.













